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Il Fumo fa Aumentare di Peso?

Fumo e Peso Corporeo

Introduzione

Dalle recenti evidenze epidemiologiche, continua ad emergere un elevatissimo tasso di mortalità, oltre 400 mila morti annui, attribuibile al fumo di sigaretta.
Il sovrappeso e l'obesità vengono attualmente considerati la seconda causa di morbilità - in particolare per patologie cardiovascolari, respiratorie e neurologiche - e di mortalità.
Il connubio tra questi due fattori - fumo ed obesità - costituirebbe pertanto un evento particolarmente allarmante per l'intera salute pubblica.
Nei primi decenni del 1900, la credenza che il fumo di sigaretta potesse risultare utile nel garantire un adeguato controllo del peso corporeo è stata parte integrante della cultura popolare; noto a tal proposito è il motto “consuma una sigaretta, invece di un dolce”.
Fortunatamente, a questa malsana abitudine rispose la comunità scientifica, dimostrando come smettere di fumare apportasse vantaggi, in termini di morbilità e mortalità, decisamente maggiori rispetto al rischio di prendere peso.
Nonostante ciò, tra l'utenza fumatrice l'incremento del peso corporeo costituisce ancora oggi uno dei più grandi timori legati alla completa disassuefazione da fumo.

Fumo e peso corporeo: qualche dato

Al contrario di quanto si possa superficialmente credere, la correlazione tra tabagismo e peso corporeo è molto stretta sin dall'età adolescenziale, come dimostrano alcuni dati sull'alto tasso di incidenza del tabagismo su giovani ragazze sottoposte a diete ipocaloriche.
Tale correlazione diventa decisamente più evidente in età adulta, laddove, secondo recenti statistiche, i fumatori adulti pesano in media circa 4-5kg in meno rispetto i non fumatori.
Trend opposto invece tra coloro che smettono di fumare, visto l'incremento ponderale medio di 7-15kg negli otto anni successivi alla cessazione, rispetto i 4-5 chili della popolazione fumatrice.
Incremento ponderale che si osserverebbe soprattutto nei primi 6 mesi di astinenza, per decrescere progressivamente nel tempo.
Tendenza ulteriormente confermata dal fatto che solo il 25% degli ex fumatori riesce a mantenere un peso corporeo adeguato e sano dopo aver smesso di fumare.

Fumo e controllo del peso corporeo: fisiologia

Comprendere i meccanismi alla base di questa correlazione ed individuare i momenti più delicati per l'incremento ponderale costituisce la base da cui partire per arginare questo pericoloso fenomeno, visto tra l'altro l'incrementato rischio, per patologie metaboliche e cardiovascolari, che si osserverebbe negli obesi ex fumatori.
Alla base di tale complessa relazione vi sarebbe ancora una volta la Nicotina, la cui continua assunzione altererebbe il normale equilibrio neuroendocrino.
Più precisamente questa molecola, interagendo con specifici recettori nicotinici per l'Acetilcolina, indurrebbe, al livello limbico, il rilascio di neurotrasmettitori come Dopamina, Noradrenalina, Serotonina, Glutammato e GABA.
Questa azione modulante, secondo diverse evidenze, potrebbe estendersi anche a livello periferico, con inevitabili conseguenze metaboliche, tra le quali:

  • Incremento del metabolismo di base per effetto simpaticomimetico;
  • Incremento della termogenesi;
  • Incremento della lipolisi ed aumentata mobilizzazione dei trigliceridi;
  • Aumento del dispendio energetico durante l'attività fisica;
  • Incremento dell'attività dell'insulina;
  • Riduzione delle concentrazione di Adiponectina.

A livello centrale, invece, la Nicotina sembrerebbe:

  • Potenziare gli effetti anoressizzanti della Leptina;
  • Controllare la secrezione di ormoni oressigeni come CART e POMC;
  • Indurre l'espressione di molecole in grado di controllare l'assunzione di cibo.

In conclusione, quindi, la Nicotina sembrerebbe agire su due differenti fronti, il primo rappresentato dal controllo dell'appetito e della quantità di cibo introdotto, il secondo, invece, costituito dall'incremento del dispendio energetico.

Fumo ed incremento ponderale: i possibili meccanismi

Descritti i meccanismi fisiologici con i quali il tabacco, e più precisamente la Nicotina, interverrebbe nel controllo del peso corporeo, al fine di indentificare i potenziali rimedi è necessario comprendere i fenomeni correlabili all'aumento ponderale.
Secondo recenti evidenze, l'incremento di peso indotto dall'astinenza da Nicotina risulterebbe sostenuto:

  • Da un incremento dell'appetito, quindi da un surplus calorico giornaliero stimato intorno alle 227Kcal;
  • Da una riduzione del metabolismo basale, ulteriormente amplificato da una riduzione dell'attività fisica;
  • Da variazioni qualitative della dieta, orientate ad un maggior consumo di grassi ed alimenti ad alta densità energetica;
  • Dall'aumentato rischio dell'insorgenza di episodi di crisi bulimiche e di disturbi della condotta alimentare come il Binge Eating Disorder;
  • Dall'utilizzo del cibo come meccanismo di compenso e gratificazione.

Tutte le suddette evidenze, ottenute attraverso modelli sperimentali ed attente valutazioni clinico-epidemiologiche, costituirebbero quindi la base di partenza per la messa a punto di protocolli psico-terapeutici e nutrizionali orientati al controllo dell'incremento ponderale nelle immediati fasi di disassuefazione da fumo di sigaretta.

Bibliografia