Carbossiterapia in Medicina Estetica Antiaging
Introduzione
La Carbossiterapia è una tecnica mini-invasiva, utilizzata con successo in ambito dermatologico, flebologico e medico-estetico, recentemente anche con finalità antiaging.
Da un punto di vista medico, per Carbossiterapia si intende l'utilizzo di anidride carbonica allo stato gassoso per fini terapeutici.
Principi di base della Carbossiterapia
L'efficacia estetica e terapeutica della Carbossiterapia è fondamentalmente basata sul ruolo emodinamico dell'anidride carbonica e sui suoi effetti sulla microcircolazione.
Più precisamente, l'iniezione sottocutanea di anidride carbonica determina:
- un miglioramento della sfigmicità* arteriolare e metarteriolare, permettendo così un miglioramento del flusso e della velocità ematica a livello del microcircolo;
- un rilasciamento delle fibrocellule muscolari lisce degli sfinteri precapillari, con un deciso incremento della vascolarizzazione locale;
- un miglior passaggio degli eritrociti attraverso il microcircolo, grazie ad un incremento della loro deformabilità.
I suddetti adattamenti a livello microscopico si traducono in un netto miglioramento della vascolarizzazione locale del tessuto trattato; in campo estetico, quindi, si ottengono benefici per la cute in tutto il suo spessore.
Concretamente, questa tecnica garantisce un'azione riabilitativa della microcircolazione ed una sensibile azione lipolitica.
* Quando il sangue esce dal cuore, crea un'onda di pressione che dall'aorta si sposta fino al sistema periferico. Quest'onda, detta onda sfigmica, percorre le arterie di calibro via via decrescente venendo attenuata dall'elasticità delle loro pareti.
Campi di applicazione della Carbossiterapia
Nonostante l'uso della Carbossiterapia risalga a diversi decenni fa, le applicazioni di questa metodica in ambito medico, soprattutto estetico, sono in continua evoluzione.
Attualmente, la Carbossiterapia viene utilizzata con successo :
- nel trattamento della psoriasi, caratterizzata da microangiopatia a livello dermico;
- nell'insufficienza veno-linfatica cronica;
- nelle vasculopatie arteriose degli arti inferiori, come ad esempio la microangiopatia diabetica;
- nell'acrocianosi;
- nei fenomeni di Raynaud;
- nel trattamento della cellulite;
- nel trattamento delle adiposità localizzate;
- nel trattamento delle ulcere vascolari;
- in medicina antiaging.
La Carbossiterapia in medicina Antiaging
La Carbossiterapia è attualmente utilizzata come metodica antiaging, in particolare nel miglioramento dei difetti cutanei.
Più precisamente, tale metodica si è rivelata utile nel trattamento delle rughe, dei rilassamenti cutanei, delle smagliature, delle cicatrici e nella prevenzione dell'invecchiamento cutaneo. Infatti, l'iniezione sottocutanea di anidride carbonica garantirebbe un miglioramento dell'attività vascolare del derma, con conseguente potenziamento dell'attività biosintetica dei fibroblasti e stimolo sulla rigenerazione cellulare.
La sintesi di collagene da un lato e il miglioramento vascolare con potenziamento del turnover cellulare dall'altro, determinerebbero un netto ringiovanimento cutaneo.
La cute appena trattata mediante carbossiterapia risulterebbe quindi più lucente, turgida e giovane.
Come si effettua il trattamento
Il trattamento di Carbossiterapia si esegue ambulatorialmente attraverso l'iniezione sottocutanea di anidride carbonica generata da un apposito strumento, opportunamente certificato, che rilascia gradualmente e per i tempi opportuni il gas.
La seduta dura all'incirca 15 minuti e risulta solitamente poco dolorosa.
Il numero dei trattamenti varia sensibilmente da paziente a paziente, in base alle necessità cliniche e agli obiettivi terapeutici del caso.
Solitamente, il numero di sedute per ciclo oscilla tra le 6 e le 10.
Controindicazioni
Nonostante questa metodica risulti mininvasiva e poco dolorosa, pertanto ben tollerata, esistono delle controindicazioni assolute e relative all'utilizzo della Carbossiterapia.
In virtù della sua attività metabolica, la Carbossiterapia risulterebbe controindicata:
- nei pazienti con insufficienza renale, per l'aumentato rischio di ipercapnia;
- nei pazienti con insufficienza respiratoria, per l'aumentato rischio di ipercapnia;
- nei pazienti con patologie metaboliche non adeguatamente trattate;
- nei pazienti con terapia farmacologica in atto;
- nei pazienti anemici;
- nei pazienti affetti da gangrega gassosa;
- nelle gestanti.
In ogni caso, si raccomanda di consultare un medico esperto con cui valutare gli eventuali rischi prima di sottoporsi a questo trattamento.
Effetti collaterali
Nonostante il trattamento risulti mininvasivo, l'area trattata potrebbe riportare ecchimosi, dolorabilità, sensazione di pesantezza e fastidi cutanei.
Fortunatamente, più rare sono le reazioni avverse clinicamente rilevanti come enfisema sottocutaneo ed episodi lipotimici.