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Filtri Solari

Introduzione

Da sempre l'uomo ha cercato di proteggere la propria cute dai raggi solari, dapprima con pelli e indumenti, successivamente con accessori di differente natura arrivati sino ai giorni nostri.
L'utilizzo dei primi filtri solari chimici  risale  alla fine del diciannovesimo secolo,  quando Friedrich Hammer, per la prima volta, pubblicò una monografia sull'efficacia di differenti prodotti chimici nella protezione dalle scottature solari.
Da qui grandi passi furono fatti in poco tempo, facilitando l'immissione in commercio del primo filtro solare negli Stati Uniti nel 1928.
Questo aprì le porte alla sperimentazione in ambito cosmetologico e dermatologico, promuovendo  nei successivi anni l'identificazione di numerosissimi composti in grado di garantire un efficace azione schermante nei confronti degli UV.
Tuttavia, solamente nei primi anni '90, con l'introduzione di particelle inorganiche, la protezione dai raggi UV raggiunse elevati livelli di efficacia, offrendo una protezione cutanea attiva anche per le pelli più sensibili.

I filtri solari

Classicamente per filtro solare si intende un prodotto capace di bloccare o mascherare i raggi solari, proteggendo contestualmente le strutture cutanee esposte ai potenziali danni indotti dalle radiazioni ultraviolette.
In sintonia con la prima definizione, oggi i filtri solari o fotoprotettori sono sostanze che, applicate sulla cute in diverse formulazioni, possono interferire con i raggi ultravioletti riducendone l'effetto deleterio.
Alla base di questi filtri solari vi è la presenza di differenti composti chimici in grado di interagire con i raggi UV incidenti, determinando fenomeni di riflessione, dispersione o assorbimento.
In base alla natura chimica, i filtri solari vengono classicamente suddivisi in:

  • filtri fisici o inorganici, costituiti per lo più da particelle di metallo, come ad esempio il biossido di titanio, efficaci nel costituire una superficie riflettente i raggi UV sulla cute, vista la bassa permeabilità transcutanea degli stessi;
  • filtri chimici od organici, rappresentati da molecole in grado di permeare il superficiale strato cutaneo, assorbendo parte degli UV e dissipandone l'energia sottoforma di lunghezze d'onda non dannose per la cute.

Queste molecole vengono ulteriormente suddivise in filtri per UVA, UVB o completi a seconda del loro spettro di protezione.
Gli importanti  passi avanti fatti dalla ricerca in ambito cosmetologico e dermatologico hanno facilitato l'immissione in commercio di numerosi prodotti in grado di proteggere la cute dai raggi UV, attraverso mezzi chimici e fisici differenti ma complementari, offrendo così una protezione globale.

Importanza dei filtri solari

Ogni anno, a circa un milione di persone viene diagnosticato un cancro cutaneo a livello delle regioni più esposte al sole, come il viso, il collo, la testa o il dorso delle mani.
Sicuramente maggiore è l'incidenza di altre patologie cutanee, fortunatamente   meno gravi della suddetta, ma sempre attribuibili all'eccessiva esposizione ai raggi UV.
Innumerevoli sono oggi gli studi che associano alle radiazioni UV e al successivo danno ossidativo, danni cutanei di particolare rilevanza clinica, nonché un precoce invecchiamento cutaneo.
Per questo, l'adeguato utilizzo dei filtri solari rappresenta oggi un cavallo di battaglia anche della cosmetologia e della medicina antiaging, considerata appunto l'azione invecchiante dei raggi UV.
Differenti studi hanno dimostrato come l'adeguato uso dei filtri solari possa :

  • ridurre i danni in acuto dei raggi UV, come eritema, edema, fotosensibilizzazione;
  • controllare insorgenza e diffusione della cheratosi attinica e delle successive macchie solari;
  • contribuire a preservare l'integrità fisica della matrice extracellulare;
  • preservare il corretto stato di idratazione e lucentezza cutanea;
  • controllare la formazione di sostanze tossiche per la cute come i dimeri di ciclobutano-piramidina;
  • contribuire a preservare l'immunità di barriera;
  • prevenire l'insorgenza di carcinomi cutanei e del melanoma.

Le caratteristiche di un filtro solare ideale

Tralasciando il formato chimico, che dipenderà fortemente dagli ingredienti presenti nel cosmetico, un filtro solare dovrebbe presentare :

  • un'efficacia di protezione nei confronti sia dei raggi UVA che degli UVB;
  • una stabilità al calore e possibilmente all'acqua;
  • un'elevata stabilità chimica;
  • un'elevata compatibilità per la cute;
  • una bassa tossicità.

Dovrebbe inoltre risultare inodore e di facile applicazione.

Bibliografia


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