Restrizione calorica per Rallentare l'Invecchiamento
Introduzione
Con il progressivo invecchiamento della popolazione, hanno assunto un grande impatto varie tecniche orientate al controllo dei processi di invecchiamento, in particolare al mantenimento di un organismo sano ed attivo.
In questo ambito si è inserita ormai da anni la ricerca dietetico-nutrizionale, in particolare il potenziale ruolo antiaging della restrizione calorica.
I primi studi a riguardo furono condotti nel 1935, quando un giovane ricercatore estese sensibilmente la vita media di piccoli roditori attraverso una dieta ipocalorica.
Nei successivi 70 anni di ricerca la restrizione calorica è stata applicata anche su diversi altri mammiferi, compresi l'uomo, studiando attentamente tutti i potenziali meccanismi molecolari che giustificassero le prime interessanti evidenze sperimentali.
Nonostante non si sia ancora giunti ad un consenso unanime, sempre più tasselli sembrano unirsi a costituire quest'interessante nesso tra vita media e restrizione calorica.
Nei successi paragrafi, verranno valutati alcuni dei possibili meccanismi coinvolti in questa importante relazione.
Restrizione calorica e metabolismo
Dai numerosi studi presenti in letteratura, emergono interessantissimi nessi tra restrizione calorica e cambiamenti metabolici, che in parte potrebbero spiegare l'azione antiaging di questi accorgimenti.
Più precisamente, tralasciando le varie modificazioni relative allo shift metabolico dei nutrienti, ossia alla capacità delle cellule di estrarre a più alta efficienza energia dai grassi piuttosto che dai carboidrati, i principali vantaggi deriverebbero dal controllo insulinico.
Infatti la restrizione calorica sembrerebbe incidere positivamente sull'iperglicemia e sulla conseguente iperinsulinemia generalmente associata alle diete occidentali particolarmente ricche in carboidrati raffinati.
In questo senso, quindi, verrebbero sostanzialmente prevenuti o ritardati tutti gli effetti dannosi dell'iperglicemia a carico dei piccoli e dei grandi vasi sanguigni, del sistema nervoso e del controllo del ciclo cellulare.
Il tutto si tradurrebbe in una sensibile riduzione del rischio di micro e macroangiopatie, neuropatie, patologie cardiovascolari e tumori, controllando così alcuni dei principali stati morbosi associati all'invecchiamento.
Questo controllo risulterebbe importante anche nel prevenire altri stati patologici solitamente presenti nell'invecchiamentom come la steatosi epatica e la patologia aterosclerotica.
Restrizione calorica e stress ossidativo
Rimanendo sempre nell'enorme capitolo del metabolismo ossidativo, differenti studi dimostrano come una restrizione calorica possa ridurre il rate metabolico cellulare, mantenendo la cellula quindi uno stato di parziale attivazione.
Questa caratteristica determinerebbe:
- un efficace controllo dell'attività metabolica cellulare;
- una riduzione dell'utilizzo di ossigeno;
- un miglioramento dell'efficienza della catena mitocondriale;
- un controllo attivo della funzionalità mitocondriale.
Il tutto si tradurrebbe in un miglior utilizzo dell'ossigeno ed evidentemente nella riduzione della produzione endogena di radicali liberi dell'ossigeno.m
A questa, inoltre, si aggiungerebbe anche un minor carico di pro-ossidanti dietetici, migliorando così il bilancio tra specie ossidanti e sistemi antiossidanti cellulari, e riducendo il rischio di stress ossidativo.
Considerando quindi il ruolo chiave dei ROS (radicali liberi dell'ossigeno) e dello stress ossidativo nella genesi dell'invecchiamento e delle patologie associate, risulterebbe semplice immaginare come tale controllo potrebbe ripercuotesi positivamente sulla qualità di vita e sulla longevità.
Restrizione calorica e tessuto adiposo
Com'è noto a tutti, uno dei principali nonché più ricercati effetti di una dieta ipocalorica è la riduzione del tessuto adiposo.
Se nella maggior parte dei casi questo obiettivo è sostenuto da semplici velleità estetiche, in ambito clinico ed antiaging il dimagrimento rappresenta una chiave importante per la longevità.
Dai più recenti studi in materia, infatti, emerge una stretta correlazione tra tessuto adiposo, soprattutto di tipo viscerale, e stato infiammatorio.
In questo senso, quindi, una ridotta adiposità, soprattutto di tipo viscerale, potrebbe associarsi ad un miglior controllo dello stato infiammatorio dell'organismo, riducendo così il rischio di complicanze immunologiche e sistemiche, spesso coinvolte nei processi di senescenza.
Particolarmente importante in questo contesto risulterebbe anche il ruolo di alcune specifiche adipochine, ossia di molecole prodotte dal tessuto adiposo con effetti sistemici, la cui presenza è stata associata ad insulino resistenza, stato infiammatorio di base e alterazioni del controllo neuroendocrino.
Restrizione calorica ed espressione genica
Dalle più recenti evidenze scientifiche, è emersa la capacità della restrizione calorica prolungata di controllare attivamente l'espressione genica.
In particolare, tale condizione sembrerebbe compromettere la normale espressione genica, promuovendo la trascrizione di geni codificanti per specifiche proteine note come Sirtuine.
Queste, dal canto loro, sembrerebbero ulteriormente esercitare una funzione regolatrice sull'attività mitocondriale, in particolare sul controllo dello stress ossidativo da un lato e sui processi di detossificazione da sostanze esogene e da xenobiotici dall'altro.
Su questa particolare attività sono impegnati attivamente numerosi gruppi di ricerca, i cui sforzi sono orientati, oltre che alla comprensione dei complessi meccanismi molecolari, anche all'identificazione dei vari fattori nutrizionali in grado di promuovere l'espressione di queste molecole.
Conclusioni
Nonostante le evidenze scientifiche, riguardanti l'efficacia della restrizione calorica nel controllo dell'invecchiamento e della longevità, siano particolarmente interessanti e senza dubbio affascinanti, rimane ancora la necessità di trovare un corrispettivo clinico rilevante, in grado di fugare i dubbi legittimi attualmente presenti.
Il passaggio dai modelli sperimentali ai trial clinici risulterebbe quindi un passo cruciale utile a legittimare le attuali conoscenze in materia.
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