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Curcuma nei Cosmetici

Introduzione

La Curcuma longa è un pianta erbacea caratterizzata da un rizoma formato da tubercoli ovoidali ed allungati di colore giallo, da foglie particolarmente lunghe  e da inflorescenze a forma di spiga densa, i cui frutti contengono tantissimi semi.
Originaria dell'Asia meridionale, la coltivazione della Curcuma longa, per le interessanti proprietà fitoterapiche, si è gradualmente estesa alle varie aree tropicali dove viene, oramai da differenti anni, usata come rimedio fitoterapico oltre che come spezia.
Tipica del territorio asiatico, la Curcuma è stata e continua a rappresentare uno dei rimedi classici della medicina asiatica, dove viene regolarmente impiegata per via topica come antisettico o rigeneratore cutaneo in caso di lesioni ed ustioni, e per via orale come spezia.
La stessa Curcuma ha avuto anche un'enorme importanza in medicina Ayurvedica, dove viene ancora impiegata per le spiccate attività antinfiammatorie e purificatrici.
Attualmente, numerosi studi - dopo aver caratterizzato i principi attivi presenti ed estraibili in questa pianta -   hanno definito numerose altre proprietà fitoterapiche riconducibili alla Curcuma.

Principi attivi e funzioni biologiche

La droga della Curcuma longa, rappresentata dal rizoma tuberizzato, presenta numerosi principi attivi dotati di importante attività biologica.
Più precisamente da questa pianta è possibile ottenere :

  • Curcuminoidi, pigmenti di colore giallo tra i quali prevale la Curcumina;
  • oli essenziali costituiti da :
    • sesquiterpeni come la zingiberina;
    • chetoni;
    • monoterpeni;
  • monosaccaridi;
  • polisaccaridi.

La caratterizzazione molecolare dei numerosi principi attivi presenti nella Curcuma, ha consentito agli esperti del settore di identificare le proprietà biologiche di questa pianta e i relativi campi di applicazione.
In questo senso quindi la Curcuma si è dimostrata efficace:

Grazie a queste numerose attività la Curcuma, si è rivelata clinicamente efficace nel controllo di disturbi gastroenterici come dispepsia, flatulenza, iperacidità e patologie epato-biliari.

La Curcuma in cosmetologia

Gli usi della curcuma in cosmetologia risalgono a differenti secoli fa, quando le donne indiane applicavano la droga secca sulla propria cute per ottenere  una classica colorazione giallastra.
Dapprima impiegata per lo più a fini cerimoniali e ritualistici,  la Curcuma applicata per uso topico ha gradualmente assunto sempre maggiore importanza anche per le proprietà biologiche e terapeutiche.
Al momento infatti vengono attribuite alla Curcuma:

  • importanti proprietà antinfiammatorie.  Differenti studi dimostrano come l'applicazione topica della Curcuma possa contribuire al rapido miglioramento di eventuali lesioni infiammatorie presenti sulla superficie cutanea. Lavori di medicina molecolare hanno infatti chiarito come i principi attivi presenti nella droga possano permeare agevolmente il film lipidico superficiale spegnendo alcuni geni coinvolti nell'evoluzione flogistica come NF-KB.
  • Attività immunomodulante. Anche in questo caso l'uso topico della Curcuma si è rivelato utile nel modulare l'attività del sistema immunitario evitando da un lato eventuali reazioni autoimmuni dirette nei confronti della cute e dei suoi annessi e dall'altro contribuendo al rafforzamento della funzione di barriera cutanea.
  • Attività cicatrizzante. Funzione ereditata dall'uso tradizionale della Curcuma, che tuttavia si è rivelata preziosa anche ai giorni nostri, nella rigenerazione tessutale epidermica in caso di lesioni ed ustioni.
  • Attività fotoprotettiva. Recenti studi hanno dimostrato come l'applicazione topica della Curcuma possa sia prevenire le conseguenze legate ad un eccessiva esposizione alle radiazioni ultraviolette, sia permetterne una più rapida guarigione.
    Rimangono tuttavia da chiarire ancora altre potenzialità dermatologiche della Curcuma, per le quali non sono ancora stati pubblicati studi scientificamente rilevanti.

Controindicazioni

Generalmente l'uso della Curcuma, sia topico che sistemico, si è rivelato sicuro e ben tollerato.
Tuttavia si ricordano le tipiche controindicazioni quali l'ipersensibilità alla pianta o a piante biologicamente correlate, la presenza di litiasi biliare o patologie epatiche clinicamente rilevanti.

Bibliografia

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