Sarcopenia ed Invecchiamento
Introduzione
Il progressivo invecchiamento della popolazione sta aprendo nuovi scenari sulla classica panoramica della medicina antiaging. Uno di questi è rappresentato dalla progressiva riduzione della massa muscolare scheletrica e della sua funzionalità, altrimenti nota come Sarcopenia.
Una progressiva perdita della massa muscolare, infatti, si verifica para-fisiologicamente a partire da circa il 40esimo anno di età, con la riduzione di circa l'8% ogni dieci anni fino ai 70 anni, per poi crollare del 15% nei successivi decenni.
Differenti studi dimostrano, in prospettiva, come il controllo di questa progressiva senescenza muscolare possa tradursi in un grande risparmio di denaro pubblico, oltre che in un netto miglioramento della qualità di vita dei pazienti più anziani.
Definizione di Sarcopenia
Uno dei principali limiti presenti attualmente sul panorama clinico è la definizione univoca, ripetibile e precisa della Sarcopenia.
Attualmente, sono stati proposti differenti metodi, dalla valutazione bioimpedenziometrica alle tecniche antropometriche, dalla DEXA agli approcci misti con valutazione funzionale.
Si sono pertanto avvicendati differenti unità di misura e indicatori utili a valutare tale caratteristica.
Attualmente il più utilizzato è il SMI, skeletale muscle index di Janssen, calcolato come il rapporto tra Kg di massa muscolare sul peso moltiplicato per 100.
Tale indice ha consentito abbastanza agevolmente di individuare con più accuratezza condizioni Sarcopeniche di prima e seconda classe, evidenziando una numerosità particolarmente elevata soprattutto nei soggetti anziani sottopeso.
Fisiopatologia e clinica della Sarcopenia
Diverse ipotesi patogeniche si sono avvicendate nel tentativo di caratterizzare i principi biochimici e fisiologici del deperimento muscolare associato all'avanzare dell'età.
La letteratura scientifica, al momento, offre varie ipotesi tra le quali:
- L'invecchiamento neuro-muscolare: la perdita neuronale è un processo progressivo ed irreversibile età correlato. Tra i neuroni interessati da questo processo vi sono i neuroni motori della corteccia, del midollo spinale, dei nervi periferici e chiaramente della giunzione neuromuscolare. In particolare, la riduzione sia in termini funzionali che strutturali dei neuroni della giunzione neuromuscolare determinerebbe lo sviluppo di un processo neurodegenerativo cronico con conseguenti cambiamenti funzionali e strutturali del muscolo.
- I cambiamenti ormonali età correlati: il progressivo cambiamento degli equilibri ormonali tipico dell'età avanzata sosterrebbe la progressiva perdita di muscoli. Infatti, la graduale ed inesorabile riduzione dei livelli di ormoni anabolici a favore di quelli catabolici come il cortisolo, determinerebbe non solo la progressiva perdita di massa muscolare ma anche la deposizione di tessuto adiposo viscerale pro-infiammatorio.
- L'infiammazione di basso grado: differenti studi hanno dimostrato come la persistenza di un'infiammazione di basso grado, legata a vari fattori sia dietetici che ambientali, possa contribuire alla progressiva perdita di massa muscolare.
- Questa attività sarebbe più precisamente associata al ruolo di alcune citochine infiammatorie come l'IL 6 ed il TNF alfa, coinvolte nei processi flogistici.
Numerosissimi studi hanno cercato di chiarire il potenziare ruolo clinico di questa condizione, caratterizzata da un deficit di muscolo scheletrico.
Attualmente, gli studi propongono l'associazione della Sarcopenia con :
- Riduzione della qualità di vita;
- Astenia e stanchezza persistente;
- Aumento della disabilità;
- Aumento del rischio cardiovascolare, soprattutto quando in associazione ad obesità;
- Aumento del rischio di patologie autoimmunitarie.
Le prospettive future
Alla luce di quanto appena descritto, è semplice immaginare come la Sarcopenia età correlata possa rappresentare un fattore determinare nel processo di aging, compromettendo seriamente la qualità di vita.
Per questo motivo, nell'ampio settore della medicina antiaging, dovrebbe essere mantenuto un capitolo importante relativo al mantenimento o al ripristino della massa muscolare.
L'utilizzo di strategie dietetiche adeguate, nonché di protocolli riabilitativi fisico-motori, potrebbe quindi rivelarsi utile nel prevenire il deficit muscolare ed indirettamente alcune condizioni morbose correlate.
Ulteriori studi hanno specificato i benefici di queste pratiche anche nella prevenzione di condizioni patologiche a carattere degenerativo, come l'osteoporosi e le patologie neurologiche e cardiovascolari.
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