Il gesto d'amore più prezioso per la tua pelle

I Fillers in Medicina Estetica

Filler

Introduzione

Negli ultimi anni si è assistito a un incremento esponenziale relativo all'utilizzo dei fillers riempitivi in medicina estetica.
La popolarità di questi rimedi antirughe è da attribuirsi alla capacità di offrire significativi miglioramenti in ambito estetico, in particolare ringiovanimenti della pelle, con metodiche meno invasive e decisamente meno costose rispetto alla classica chirurgia estetica (lifting chirurgico).
Dall'utilizzo dell'olio di silicone alla fine degli anni '60, oggi bandito, si sono sviluppate nel tempo numerose tecnologie, che hanno portato all'attuale esistenza di oltre 160 prodotti destinati alla medicina estetica, commercializzati da più di 50 aziende, a testimonire il notevole fermento presente in questo settore.

Indicazioni dei fillers in medicina estetica

Rimanendo nell'ambito della medicina estetica, i fillers, altrimenti detti riempitivi, vengono impiegati dai medici specializzati per:

  • il riempimento delle rughe e dei solchi cutanei;
  • la correzione di inestetismi associati alla perdita di tessuti molli, a causa di patologie o dell'avanzare dell'età;
  • la volumizzazione delle guance, del mento e delle labbra;
  • il rimodellamento del naso;
  • la correzione dell'asimmetria facciale;
  • il ringiovanimento della mano.

Anche le numerose applicazioni di utilizzo hanno contribuito alla diffusione di questi prodotti nei vari settori della medicina estetica.

Tipi di fillers dermico

Nonostante la miriade di prodotti presenti in commercio, tutti i fillers possono essere suddivisi in due ampie categorie:

  • i fillers biodegradabili o riassorbibili
  • e i fillers permanenti o non biodegradabili.

I fillers biodegradabili sono così definiti in quanto vengono riassorbiti completamente dai tessuti in periodi di tempo più o meno lunghi, in ogni caso nell'ordine di alcuni mesi.
Tra questi, quelli più utilizzati sono sicuramente i fillers a base di acido ialuronico, che presentano una durata di 6-18 mesi a seconda della complessità della molecola e delle sue concentrazioni, e che garantiscono un buon controllo delle possibili complicanze.
Meno utilizzati sono invece i fillers a base di collagene, impiegati in diversi settori della medicina estetica, per i quali tuttavia rimane relativamente alto il rischio di reazioni avverse, soprattutto a carattere di ipersensibilità, vista la natura della molecola di partenza.
Per questo motivo, sarebbe obbligatorio effettuare dei test allergologici prima dell'utilizzo di filler a base di collagene bovino.
Sempre più rilevanza, invece, stanno assumendo i fillers a base di acido polilattico, molecola ottenuta in laboratorio, pertanto non immunogena e totalmente biodegradabile, che risulterebbe tuttavia in grado di stimolare la sintesi endogena di collagene, garantendo così un effetto riempitivo più duraturo (anche se il tipo di collagene neosintetizzato è in prevalenza fibrotico, cicatriziale, il che peggiora la microstruttura della pelle).


I fillers non biodegradabili, invece, presentano un principio biologico di base differente rispetto i riempitivi riassorbibili.
Queste molecole, infatti, provocherebbero una reazione da corpo estraneo, nel sito trattato, stimolando così l'attivazione dei fibroblasti, cellule deputate alla guarigione delle ferite, e la conseguente deposizione di collagene di primo tipo (fibrotico, cicatriziale).
Il collagene così sintetizzato andrebbe a riempire i solchi o le lesioni trattate.
In quest'ottica rientrano i fillers a base di polimetilmetacrilato, idrogel di poliacrilamide, gel di colalgene e di acido ialuronico, la cui durata si attesta solitamente intorno ai 2 anni oltre i quali sarebbe necessario provvedere ad eventuali correzioni.
Discorso a parte va fatto per le protesi che tuttavia esulano dal discorso fillers, in quanto costituite appunto da vere e proprie protesi.

Possibili complicanze dei fillers

Per quanto l'impiego dei fillers sia ormai quasi all'ordine del giorno, non bisognerebbe mai dimenticare le possibili reazioni avverse legate a questo tipo di trattamento.
Reazioni avverse che, al contrario di quanto si possa pensare, potrebbero indurre problematiche sia in acuto che nel medio-lungo termine.
Le complicanze più comunemente osservate sono:

  • lividi nella regione di iniezione, soprattutto in quelle zone maggiormente vascolarizzate e nei pazienti in terapia con farmaci antiocoagulanti o integratori fludificanti del sangue come omega 3, gingko biloba, ginseng, erba di San Giovanni e vitamina E;
  • edema, ossia gonfiore, sia associato al trauma iniettivo, sia potenzialmente legato a reazioni avverse a carattere allergico verso il filler utilizzato;
  • eritema nelle fasi post-iniettive;
  • neovascolarizzazione con formazione di nuovi capillari che possono comparire anche dopo diversi giorni dall'iniezione del fillers;
  • infezioni per pratiche mediche igenicamente non adeguate;
  • formazione di masse nodulari;
  • invecchiamento a lungo termine per senescenza delle cellule del derma (iniettando, ad esempio, acido ialuronico, si "spegne" la capacità di sintesi dei fibroblasti; la pelle, infatti, riceve dall'esterno tale sostanza e non ha ragione di sintetizzarla da sé);
  • parestesie per compromissione delle strutture nervose.

Sono questi alcuni dei motivi che dovrebbero spingere ogni paziente a valutare attentamente sia il professionista a cui si affida che la procedura e la sostanza scelta per l'intervento.

Controindicazioni

Il ricorso all'uso dei fillers è controindicato nei pazienti con tendenza allo sviluppo di cicatrici cheloidi, durante la gravidanza e l'allattamento, nei pazienti con ipersensibilità accertata, nei pazienti con patologie dermatologiche gravi, autoimmuni o autoinfiammatorie e nei pazienti in radioterapia.

Bibliografia

Altri articoli che ti potrebbero interessare

DIETA E INTEGRATORI ANTIAGING

MEDICINA ESTETICA ANTIAGING

COSMETICI ANTIAGING

RUGHE E INVECCHIAMENTO: DA COSA DIPENDONO?

DANNI DEL FUMO E RIMEDI EFFICACI