Equiseto (Equisetum arvense) nei Cosmetici
Introduzione
Negli ultimi anni, la fitoterapia ha assunto un crescente interesse in ambito preventivo e terapeutico.
L'elevato numero di studi relativi all'utilizzo delle piante in cosmetologia e medicina antiaging rappresenta la testimonianza diretta di questa tendenza.
La possibilità di controllare l'evoluzione in senso infiammatorio di molte condizioni età correlate, la possibilità di espletare una potente attività antiossidante, la capacità di ottimizzare le proprietà barriera innate della cute e la possibilità di nutrire il derma e gli strati sovrastanti rappresentano alcune delle principali applicazioni della fitoterapia in ambito antiaging.
Equisetum arvense
Tra le piante utilizzate in ambito antiaging è possibile annoverare anche l'Equisetum arvense, tradizionalmente denominata Coda di Cavallo, Coda Cavallina o Equiseto.
Si tratta di una specie appartenente ad una vasta famiglia di piante native della regione artica dell'Emisfero Settentrionale, in particolare del Nord Europa.
Nonostante le tantissime specie appartenenti a questa vasta famiglia, solamente l'Equisetum arvense è stata ufficialmente inserita nella Farmacopea Europea, guadagnandosi così un posto ufficiale anche nella medicina moderna.
Tradizionalmente utilizzato per coadiuvare la funzione emuntoria e reidratante, e per via topica per promuovere la guarigione dalle ulcere e dalle ferite, l'equiseto si è gradualmente ritagliato uno spazio più ampio nella Fitoterapia.
Ad oggi, infatti, a questa pianta vengono attribuite:
- proprietà diuretiche;
- proprietà emostatiche e cicatrizzanti;
- proprietà antibatteriche;
- proprietà antinfiammatorie;
- proprietà immunomodulanti;
- proprietà lenitive;
- proprietà astringenti;
- proprietà connetivo-trofiche;
- proprietà osteoprotettive.
Tutte le suddette caratteristiche sarebbero da ricondurre alla ricca presenza, nei fusti sterili, di alcaloidi, flavonoidi, acido silicio, acidi genolici, glicosidi, saponine, minerali ed equisetoina (il principio attivo attualmente più rappresentativo).
Equisetum arvense in cosmetologia e medicina antiaging
L'utilizzo dell'Equisetum arvense in medicina antiaging è stato giustificato da differenti evidenze, alcune delle quali anche di tipo clinico, che hanno descritto il ruolo preventivo di questa pianta nei confronti di alcune patologie classicamente correlate all'età.
L'esempio più calzante in questo caso è rappresentato dall'osteoporosi, per la quale l'Equisetum arvense si è rivelato efficace nel controllarne l'evoluzione.
Alla base di questo risultato, infatti, vi sarebbe da un lato la possibilità dell'Equisetum di rimineralizzare l'organismo, rifornendolo di preziosi Sali, dall'altro di inibire l'osteoclastogenesi, ossia la formazione di elementi cellulari deputati al riassorbimento dell'osso.
A queste evidenze se ne aggiungono altre, per lo più di tipo cosmetologico, che dimostrano la capacità dell'Equisetum arvense, applicato topicamente, di coadiuvare il ripristino funzionale e strutturale del tessuto leso, portando ad una più rapida cicatrizzazione dell'eventuale lesione.
Altri lavori suggeriscono anche un'attività connettivo-trofica di questa pianta, in grado di proteggere le fibre collagene dall'azione lesiva delle specie reattive dell'ossigeno.
Alla base dell'azione cosmetologica
La complessità biologica di azione ed interazione dei numerosi principi attivi presenti in questa pianta, lascia ancora non del tutto caratterizzata l'attività molecolare dell'Equisetum arvense.
Tuttavia le prime evidenze suggeriscono :
- un'azione antiossidante, utile nel proteggere fibre e cellule dall'azione lesiva delle specie reattive dell'ossigeno;
- un'azione immunomodulante, efficace nel ridurre la concentrazione di elementi cellulari della flogosi a livello cutaneo e prevenire eventuali reazioni disreattive;
- un'azione antinfiammatoria, molto importante soprattutto in caso di patologie o lesioni cutanee.
Controindicazioni all'uso dell'Equisetum arvense
Questa pianta e i suoi estratti non dovrebbero essere utilizzati in pazienti con insufficienza renale o epatica o in caso di ipersensibilità ad uno dei principi attivi.
L'uso inadeguato dell'Equisetum potrebbe determinare la comparsa di nausea, vomito e reazioni gastroenteriche anche gravi.
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