Smagliature: Gli interventi terapeutici
Introduzione
Per quanto le smagliature rappresentino un inestetismo particolarmente diffuso nella popolazione, soprattutto in quella femminile, non esistono ancora protocolli terapeutici ben definiti in grado di garantire la completa remissione di queste fastidiose lesioni cutanee.
Ad oggi, infatti, nonostante si riesca a garantire una certa regressione della lesione, non è possibile cancellare totalmente il segno estetico ed istologico indotto dalla smagliatura.
Questo forte limite dovrebbe spingere le persone a rischio ad attuare tutte le precauzioni necessarie ad impedirne l'insorgenza e la manifestazione.
I trattamenti topici
Nella descrizione dei possibili trattamenti anti-smagliature, tra i meno invasivi ritroviamo quelli sostenuti dalla cosmetologia medica, rappresentati dall'applicazione topica di vari estratti.
Da una disamina della letteratura emerge l'efficacia dell'applicazione topica di:
- estratti di Centella Asiatica, efficaci nel determinare una riduzione della lunghezza e dello spessore della smagliatura. Studi istologici ed ecografici hanno dimostrato anche un miglioramento dell'architettura del derma, con una ripresa strutturale e funzionale del tessuto in circa il 24% dei casi;
- antiossidanti di origine vegetale come i flavonoidi, i quali risulterebbero efficaci nel ridurre le aberrazioni strutturali e funzionali delle fibre del derma indotte dai radicali liberi dell'ossigeno;
- tretionina e altri principi attivi su richiesta medica, i quali avrebbero garantito una sensibile remissione della lesione istologica, con conseguente riduzione sia della lunghezza che dello spessore della stessa smagliatura;
- estratti vegetali e formulazioni antiaging, che eserciterebbero un'azione trofica e potenzialmente antinfiammatoria sul derma.
Il peeling chimico
Il peeling chimico è stato utilizzato con successo nel trattamento delle smagliature, nonostante alcuni limiti importanti dati dall'elevata fragilità della regione interessata.
In questo senso, infatti, oltre all'iniziale applicazione di un anestetico locale, sarebbe opportuno che il medico eseguisse la procedura con particolare cautela, onde evitare spiacevoli conseguenze.
I risultati sembrerebbero soddisfacenti e riscontrabili dopo poche sedute.
I trattamenti fisici
Di notevole interesse, sia per i buoni risultati osservati che per la ridotta invasività, risulterebbero i trattamenti fisici, in particolare quelli fotonici.
La letteratura a riguardo riporta buoni risultati per:
- il trattamento laser, rivelatosi efficace soprattutto per le smagliature di piccole dimensioni, nonostante un certo rischio, per alcuni fototipi, di iperpigmentazione e discromie;
- il trattamento con luce pulsata, che anche in questo caso, nonostante il rischio di iperpigmentazione, si è rivelato efficace sia nel ridurre lunghezza e spessore della smagliatura, sia nel controllare i cambiamenti strutturali a carico del derma;
- la radiofrequenza, dimostratasi efficace nel ridurre di circa il 50% la larghezza della smagliatura, e nell'indurre cambiamenti strutturali del derma come: incremento del numero di fibre collagene, ottimizzazione dell'organizzazione strutturale delle fibre, riduzione della sclerosi del derma, incremento dello spessore del derma.
Anche in questo caso, tuttavia, la risposta migliore è stata ottenuta dalle smagliature di più recente comparsa.
Bioristrutturazione e Biostimolazione
Negli ultimi anni il passaggio dalla correzione passiva del difetto alla modulazione del processo biologico alla base dell'inestetismo, ha segnato il successo di tecniche innovative, tra cui la Biostimolazione e la Bioristrutturazione.
Queste tecniche minimamente invasive, per lo più caratterizzate dall'iniezione con microaghi nel derma papillare di sostanze ad azione trofica, hanno modificato la normale evoluzione istologica ed estetica dell'inestetismo.
In questo senso, infatti, il fine ultimo di tali metodiche sarebbe quello di correggere l'inestetismo regolando i processi biologici alla base dello stesso.
Un esempio calzante è rappresentato proprio dalle smagliature, caratterizzate per l'appunto da un'alterata sintesi di collagene con conseguente sclerosi del derma e comparsa della cicatrice.
In questi casi poche sedute di biostimolazione potrebbero correggere il difetto, determinando la sintesi adeguata di collagene e la deposizione fisiologica delle stesse fibre, con un miglioramento visibile e apprezzabile del difetto.
Conclusioni
Esistono oggi differenti metodiche, più o meno invasive, in grado di garantire una parziale remissione del danno estetico ed istologico indotto dalla smagliatura.
A tal proposito, quindi, sarebbe opportuno che il paziente valutasse l'iter terapeutico con un medico esperto, al fine di optare per il trattamento più efficace e sicuro per il caso clinico in questione.
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