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Peeling Chimico

I peeling chimici possono essere eseguiti con una grande varietà di sostanze differenti, che sono caratterizzate in base al grado di danneggiamento: superficiale, media e profonda.

I peeling superficiali producono danni solo all'epidermide e sono perciò adatti ai pazienti con un fotodanneggiamento minimo. La ricrescita delle cellule epidermiche si verifica in genere nel giro di 3-5 giorni e le funzioni chimiche superficiali sono ripristinate con la diminuzione d'adesione dei cheratinociti e l'aumento del collagene dermico. Un esempio di sostanze chimiche utilizzate per questo scopo sono l'acido tricoloroacetico, l'acido glicolico e l'acido salicilico.

I peeling medi e profondi, invece, vanno ad agire rispettivamente nel derma papillare e nel reticolare, e tanto più profondo è il danno, tanto più alto è il rischio di complicanze post-intervento. Questa tecnica di medicina estetica può essere utilizzata in tutti i tipi etnici di pelle, anche se si deve prestare maggiore attenzione nei fototipi III e IV, che risultano più a rischio di ipo-iperpigmentazione postinfiammatoria. Tutti i pazienti che hanno subito peeling chimico devono poi curare la pelle con creme idratanti e pulenti durante la desquamazione e le diverse fasi di riepitelizzazione, oltre ad applicare abbondante protezione solare.

Tratto dalla Tesi della Dr.ssa Virginia Conti - Progettazione e sviluppo di un trattamento cosmeceutico antietà per la medicina estetica - Corso di laurea in Scienze e tecnologie dei prodotti erboristici, dietetici e cosmetici. Università di Ferrara. Relatore: Prof. Silvia Vertuani. Correlatore: Prof. Stefano Manfredini

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