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Botox - Botulino

Il batterio Clostridium Botulinum produce sette differenti sierotipi di tossine botuliniche, identificate con lettere dalla A alla G; la più potente e studiata è il tipo A. Tale neurotossina esplica la propria azione a livello della placca neuromuscolare, bloccando il rilascio dell'acetilcolina nella zona presinaptica; in questo modo produce una "denervazione chimica" del muscolo, con un rilassamento completo che porta alla distensione del distretto cutaneo sovrastante. Infatti la tossina botulinica di tipo A va ad agire su un complesso proteico chiamato SNARE, che ha un ruolo fondamentale per il rilascio di neurotrasmettitori nello spazio sinaptico. Attraverso endocitosi la tossina penetra nel citoplasma cellulare e, grazie alla sua azione proteolitica, è in grado di degradare la proteina SNAP-25 (necessaria per il rilascio di acetilcolina), bloccando l'esocitosi delle vescicole dei neurotrasmettitori e causando la paralisi flaccida dei muscoli. Questo blocco è reversibile e la ripresa del tono muscolare - che avviene dopo circa 5-6 mesi - è dovuta alla reinnervazione da parte di giunzioni mioneurali neoformate. Infatti, al fianco della parte paralizzata, si formano nuove giunzioni che esplicano la loro normale funzione rilasciando acetilcolina dello spazio sinaptico. L'azione diretta del Botox (tossina botulinica di tipo A) non e' quella di correggere il volume della ruga con un riempimento, ma di provocare un blocco della contrazione muscolare che porta alla paralisi, quindi alla successiva distensione della cute.

Le proprietà antirughe della tossina botulinica, molto utilizzata nel campo della medicina estetica, sono state scoperte casualmente nel 1980. In uno studio sullo strabismo oculare trattato con BTX-A era stato riscontrato un miglioramento significativo nelle rughe glabellari. Questo episodio ha suscitato grande interesse, a cui sono seguiti molti studi che hanno portato, nel 1987, un'oftalmologa canadese ad utilizzare questa tossina per il trattamento delle rughe della fronte. Il suo uso venne ammesso in America dal 1992, dove la tossina botulinica viene commercializzata - tra l'altro - con il nome di Botox, mentre in Italia viene venduta con il nome di Botulex. Due formulazioni della tossina sono attualmente approvate per l'uso nel trattamento in caso di rughe glabrellari moderate o gravi in pazienti dai 18 ai 65 anni di età negli Stati Uniti, e sono commercializzate con il nome Botox ® e Dysport ®. Il primo ha ricevuto l'autorizzazione per l'utilizzo a scopi cosmetici dalla FDA nel 2002, mentre il secondo l'ha ottenuta solo recentemente, nel 2009.

L'obiettivo delle iniezioni di botulino è la distensione delle rughe facciali e dei muscoli sopraccigliari. Sono stati eseguiti studi per valutare la sua efficacia e dopo 120 giorni, iniezioni in 5 diversi siti glabellari hanno mostrato una riduzione di 20 unità nelle rughe. La durata del trattamento varia da quattro a sei mesi ma vi sono soggetti nei quali il trattamento ha avuto una durata di nove mesi. L'uso coadiuvante cosmetico del botulino comprende pieghe orizzontali sulla fronte, zampe di gallina, forma dell'occhio e formazioni negli angoli mandibolari. La tossicità del Botox è elevata, ma la quantità utilizzata nel trattamento "cosmetico" antirughe costituisce circa il 3% della dose letale necessaria a intossicare un uomo; appare quindi difficile avere una intossicazione sistemica a seguito di un trattamento antirughe. I pazienti che si sottopongono a questi trattamenti sono molto soddisfatti, ma esistono delle controindicazioni e degli effetti collaterali molto importanti. Infatti, a seguito del trattamento si possono avere degli effetti indesiderati, tra i quali leggero dolore, eritema, edema locale, ecchimosi, mal di testa, leggera nausea e raramente sintomi simil-influenzali. Alcuni di questi effetti si possono eliminare con una tecnica di iniezione appropriata. Tra le conseguenze più frequenti del trattamento si può avere ptosi (ovvero abbassamento della palpebra) dovuta alla migrazione della tossina che agisce sul muscolo palpebrale.

Le controindicazioni al trattamento con Botox includono gravidanza, allattamento, infezioni al sito di iniezione preposto, casi di disordine neuromuscolare e ipersensibilità nota a qualsiasi tipo di tossina botulinica o ad una componente della formulazione.

In conclusione, l'efficacia clinica del Botox nella medicina estetica appare evidente, sebbene presenti alcuni problemi: l'utilizzo delle iniezioni non è privo di effetti collaterali, specie se praticato da mani non esperte. Importanti possono essere gli effetti collaterali, reversibili, che riguardano le specifiche regioni anatomiche trattate: perdita di espressività del viso e debolezza muscolare a carico dei muscoli adiacenti a quelli trattati. Nel 2009, l'FDA ha ordinato di applicare su ogni prodotto contenete tossine (tra cui il Botox) etichette informative per mettere in guardia i consumatori dagli eventuali gravi effetti che si possono verificare, come debolezza muscolare, diplopia, ptosi, disfagia, disfonia, disartria, dispnea e incontinenza urinaria. In ogni caso, prima dell'utilizzo, al paziente deve essere fornita un appropiata consulenza, poiché molte volte si tende a sottovalutare la pericolosità dei prodotti contenenti botulino.

Tratto dalla Tesi della Dr.ssa Virginia Conti - Progettazione e sviluppo di un trattamento cosmeceutico antietà per la medicina estetica - Corso di laurea in Scienze e tecnologie dei prodotti erboristici, dietetici e cosmetici. Università di Ferrara. Relatore: Prof. Silvia Vertuani. Correlatore: Prof. Stefano Manfredini

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