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Sebo e Lipidi della Pelle

Introduzione

E' noto come l'intera superficie cutanea sia ricoperta da un'importante strato lipidico, che conferisce specifiche caratteristiche chimico-fisiche e funzionali all'organo cute.
I lipidi prodotti direttamente dalle cellule epidermiche rappresentano solo una frazione trascurabile dell'intero patrimonio lipidico cutaneo, al contrario del più abbondante pull prodotto ed escreto sulla superficie cutanea dalle ghiandole sebacee.
Queste ultime sono ormai considerate da tutti i massimi esperti del settore un importantissimo organo endocrino a secrezione olocrina, in grado di secernere fino a 5 – 10 mg di sebo per cm quadrato nelle zone a maggior concentrazione.
Oltre all'aspetto quantitativo, da sempre legato all'insorgenza di alcune manifestazioni patologiche come la seborrea, negli ultimi anni ci si è particolarmente soffermati sulla composizione chimica di questa secrezione sebacea.

I principali costituenti

Il Sebo umano, derivato dalle secrezioni sebacee ed epidermiche, è una miscela di lipidi non polari, soprattutto trigliceridi, esteri cerosi, squalene, acidi grassi e colesterolo, le cui proporzioni ne influenzano sensibilmente le caratteristiche chimico-fisiche e funzionali.

Per questo motivo verranno descritti i principali lipidi e le loro caratteristiche.

I lipidi sebacei

Al contrario di quanto si possa apparentemente credere, la composizione dei lipidi sebacei, soprattutto di quelli umani, nettamente differenti da quelli di altre specie, è decisamente complessa e strettamente correlata alle caratteristiche istologiche e funzionali della cute e dell'organismo umano più in generale.
Come accennato, questi lipidi rappresentano la frazione più abbondante del film lipidico cutaneo e ne influenzano evidentemente le caratteristiche. In questo senso, con le opportune differenze tra individuo e individuo, nel sebo umano ritroviamo:

  • Per il 20 – 60 %  trigliceridi;
  • Per il 23 – 29% esteri cerosi;
  • Per il 10 – 14 % squalene;
  • Per il 5 – 40 % acidi grassi liberi;
  • Per l'1 – 5 % colesterolo ed esteri sterolici;
  • Per l'1-2 % digliceridi.

In ambito cosmetologico, particolare importanza, sia per il ruolo biologico che per le possibili ripercussioni commerciali, hanno assunto vari composti, tra i quali l'acido sapienico, gli esteri cerosi, lo squalene ed evidentemente anche gli acidi grassi essenziali.

I lipidi epidermici

Nonostante risultino evidentemente meno rappresentati rispetto ai lipidi sebacei, i lipidi epidermici di origine cheratinocitaria giocano un ruolo chiave nella funzione di barriera della pelle.
Infatti questi lipidi garantirebbero:

  • Una ridotta dispersione di acqua;
  • Una ridotta dispersione di elettroliti;
  • Una naturale difesa nei confronti dei microrganismi;
  • Un'azione cementante nei confronti dei cheratinociti.

Anche in questo caso, attente indagini molecolari e microscopiche hanno identificato particolari caratteristiche dei lipidi epidermici, descrivendo una classica struttura lamellare costituita da ceramidi, colesterolo ed acidi grassi liberi interposta come cemento tra i vari cheratinociti.
A complicare la situazione, sottolineando così l'enorme complessità della biologia umana, vi sarebbe anche una certa specificità di composizione. Si è notato, infatti, come le caratteristiche chimico-fisiche, quindi funzionali, del sebo possano differire sensibilmente a seconda della sede anatomica.

Conclusioni

Le caratteristiche chimico-fisiche dei lipidi cutanei, al contrario di quando si possa apparentemente credere, influenzano drasticamente alcune funzioni e proprietà dell'organismo umano. La difesa dalla disidratazione, il controllo della termoregolazione, la protezione da microrganismi patogeni e dagli agenti chimico-fisici, rappresentano solo alcune delle funzioni biologiche legate al sebo.
Contestualmente, variazioni nella composizione e nella quantità di questo secreto potrebbero determinare la comparsa di manifestazioni dermatologiche e in alcuni casi anche francamente patologiche.
Fortunatamente, l'introduzione di nuove tecniche analitiche, e a più ampio spettro l'avvento della lipidomica, stanno fornendo e continueranno a fornire utilissime indicazioni su possibili innovativi approcci terapeutici.

Bibliografia

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