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Integratori di Curcuma

Introduzione

La Curcuma - definita anche Zafferano dell'India e comunemente utilizzata in cucina come spezia (rientra nella costituzione del Currry) e come colorante (E100) - è stata oggetto per differenti anni di numerose ricerche e studi.
Inizialmente diffusa soprattutto nel territorio Asiatico, costituendo pertanto un elemento chiave sia dell'alimentazione che della medicina tradizionale orientale, la Curcuma è stata successivamente esportata un po' in tutto il mondo, venendo oggi coltivata in differenti  regioni delle aree tropicali.
Da sempre utilizzata come antinfiammatorio ed antiedemigeno, la Curcuma si è gradualmente guadagnata un posto di rilevo nella fitoterapia moderna, anche per le sue spiccate proprietà epatoprotettive, antiossidanti, gastroprotettive, antiulcera, antitumorali ed antiaging.

Costituzione

La Curcuma è una pianta caratterizzata da lunghe foglie oblunghe e dai tipici fiori rosati raccolti in piccole spighe.
Tuttavia la droga è ottenuta a partire dai rizomi tuberizzati, che dopo esser stati opportunamente bolliti ed essiccati, vengono pestati con specifici attrezzi e ridotti nella sottile polvere gialla che noi tutti conosciamo. Dal punto di vista fitoterapico, questa droga è costituita da :

  • olio essenziale (dal 3 al 6 %), ricco in sesquiterpeni monociclici, chetoni, monoterpeni, derivati ossigenati, bisabolani e germacrani;
  • amido (dal 45 al 55%) e soprattutto arabino-galattani;
  • curcuminoidi, in particolare curcumina, che oltre a fornire il caratteristico colore della spezia, costituiscono principi attivi dotati di spiccata attività fitoterapica.

Proprietà biologiche della Curcuma

Tralasciando gli usi topici della Curcuma, già descritti in un precedente articolo, il consumo di questa spezia, sia tal quale che come integratore, si è rivelata preziosa in differenti settori.
Più precisamente alla Curcuma sono state attribuite :

  • proprietà coleretiche e colagoghe: la curcuma, infatti, in particolare il suo olio essenziale costituito da principi attivi facilmente solubili, sarebbe in grado di stimolare la muscolatura biliare favorendo la produzione e il rilascio di bile a livello duodenale. Tale attività da un lato garantirebbe una più efficace eliminazione di colesterolo e sostanze di scarto dal fegato, e dall'altro faciliterebbe un'adeguata digestione dei grassi.
  • Attività carminative ed antispastiche: anche in questo caso attribuibili alle proprietà miorilassanti dei principi attivi. Il rilascio della muscolatura liscia intestinale potrebbe infatti spiegare le suddette attività  e i relativi benefici per la salute intestinale.
  • Attività antiossidanti: recentissimi studi dimostrano come i principi attivi presenti nella Curcuma possano proteggere le strutture cellulari dal danno indotto dalle specie reattive dell'ossigeno. Risultati particolarmente interessanti si sono ottenuti soprattutto in modelli sperimentali di patologie neurologiche, nei quali l'opportuna integrazione con questa pianta si sarebbe rivelata utile nel ritardare l'insorgenza della sintomatologia e contestualmente nel preservare l'integrità istologica e funzionale del tessuto.
  • Attività antinfiammatorie: sono ormai numerosissimi gli studi che dimostrano e caratterizzano le proprietà antiflogistiche della Curcuma. In tutti i differenti studi si è osservata una sensibile riduzione dell'attività degli enzimi ciclossigenasi e lipossigenasi, coinvolti nella produzione di mediatori della flogosi, nonché un sensibile miglioramento della sintomatologia in corso di patologie autoimmunitarie e flogistiche, come l'artrite reumatoide o il lupus eritematoso sistemico.
  • Attività antisettiche e antivirali: l'azione antisettica e antivirale della Curcuma ha rappresentato da sempre una delle principali proprietà sfruttate dall'uomo. Utilizzata fin dai tempi più antichi per via topica - direttamente sulla ferita al fine di facilitarne la guarigione e ridurre il rischio di complicanze - da differenti anni ormai vengono attribuite alla Curcuma spiccate attività antisettiche ed antibatteriche.
    L'efficacia in tal senso è stata dimostrata nel trattamento e nella prevenzione di complicanze infettive a carico del distretto cutaneo, dell'apparato respiratorio e dell'apparato gastroenterico.
    Interessanti sono anche le proprietà antisettiche dimostrate dalla Curcuma nei confronti del cavo orale, nella prevenzione della carie dentale e dell'alitosi.
  • Attività antitumorale: ormai da differenti anni la letteratura scientifica sembra convergere e direzionare tutte le sue risorse verso la caratterizzazione dell'attività antitumorale della Curcuma. Numerosissimi studi, per lo più sperimentali, hanno infatti dimostrato l'efficacia della Curcuma nell'indurre il processo apoptotico in linee cellulari di carcinoma mammario e prostatico, nel regolare l'espressione genica in culture cellulari tumorali e nel ridurre il tasso proliferativo di cellule maligne.
    Le suddette attività, in particolare quelle antiossidanti, antinfiammatorie ed antitumorali stanno ancora impegnando attivamente i ricercatori.

Posologia e formati

La Curcuma potrebbe essere assunta sotto diverse forme.
Ad esempio in Tisana,  nonostante i principi attivi siano poco solubili in acqua, 0,5 g - 1 g di droga in infusione per 15 minuti in un bicchiere d'acqua calda, per due 2-3 volte al dì, potrebbero rivelarsi utili soprattutto per le proprietà carminative e digestive.
Negli integratori, invece, la Curcuma si trova prevalentemente sottoforma di polvere in capsule da 500 mg da assumere più volte al giorno.
La Curcuma tuttavia si può reperire anche in tintura madre, in questo caso i dosaggi dovrebbero essere definiti dall'erborista o dall'esperto fitoterapeuta.
Infine la Curcuma come spezia si è rivelata efficace a dosaggi di 1,5 - 3 g giornalieri

Controindicazioni

Il rizoma di Curcuma risulta controindicato in caso di occlusione delle vie biliari, patologie epatiche e ipersensibilità alla pianta o a piante della stessa famiglia.
La supervisione medica sarebbe strettamente necessaria nei pazienti con patologie conclamate o nel caso di contestuale terapia farmacologica.

Bibliografia

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