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Probiotici in Cosmetologia

Introduzione

Il termine probiotico fu introdotto alla fine degli anni '90 per identificare una serie di microrganismi viventi, che, quando assunti nelle opportune quantità, risulterebbero capaci di conferire benefici all'ospite
Questi microrganismi possono essere consumati sotto varie forme, ed una volta ingeriti dovrebbero colonizzare momentaneamente la mucosa intestinale, espletando i loro molteplici effetti biologici.
Nonostante siano passati oltre 20 anni dalla loro caratterizzazione funzionale, la letteratura continua quotidianamente a sfornare interessanti lavori sulla reale efficacia di questi integratori.

  • L'inibizione nei confronti di microrganismi enteropatogeni (dannosi per l'intestino);
  • L'attività immunomodulante (utile per rinforzare le difese immunitarie);
  • La capacità di controllare la funzionalità gastroenterica (regolarizzando il transito intestinale e migliorando l'assorbimento dei nutrienti);
  • L'attività antitumorale;
  • L'attività digestiva,

rappresentano solo alcune delle innumerevoli applicazioni dei probiotici.

Com'è noto, la cute gioca un ruolo chiave nella protezione dell'organismo umano dall'aggressione da agenti chimici, fisici e microbiologici, rappresentando tra l'altro una vera e propria muta isolante dall'ambiente esterno e riflettendo a pieno lo stato di salute generale dell'organismo.
Tuttavia, nonostante l'invecchiamento cutaneo risulti geneticamente programmato, differenti fattori ambientali - come l'esposizione ai raggi UV piuttosto che il continuo contatto con elementi pro-ossidanti - potrebbero incidere significativamente sulla qualità e la funzionalità di questo importante organo.
Andrebbe inoltre considerato come, trattandosi di un organo immunocompetente, i disturbi cutanei potrebbero contribuire alla deregolazione dell'omeostasi immunologica, e viceversa, un'attenta modulazione della flora cutanea potrebbe avere dirette ripercussioni sullo stato di salute generale.

I probiotici in cosmetologia

Le iniziali applicazioni dei probiotici in ambito dermatologico e cosmetologico, sarebbero da rintracciare, oramai diversi anni fa, nel controllo di alcune manifestazioni dermatologiche autoimmunitarie ed autoinfiammatorie, come la dermatite atopica.
Contestualmente, le informazioni provenienti da differenti studi epidemiologici, che dimostravano gli effetti dei raggi UV sulla microflora cutanea e sulle cellule del sistema immunitario diffuse nella cute, come le cellule di Langerhans, spinse differenti ricercatori a testare l'efficacia dei probiotici nel controllo del photoaging e delle ripercussioni sul sistema immunitario.
A tal proposito, da un recentissimo trial clinico l'uso di Lactobacillus johnsonii si sarebbe rivelato prezioso nel controllare l'attivazione in senso pro-infiammatorio delle cellule del sistema immunitario al livello cutaneo, in individui sottoposti ad irradiazione con UV, preservando così l'omeostasi immunologica cutanea.
Contestualmente tale integrazione avrebbe incrementato l'espressione di citochine antinfiammatorie come TGF beta ed IL10, riducendo così ulteriormente gli effetti lesivi dei raggi UVB.
Da ulteriori studi, invece, l'integrazione adeguata con probiotici, atta a preservare l'equilibrio del microbiota intestinale, si sarebbe rivelata efficace nel mantenere un rate di assorbimento adeguato di vari nutrienti essenziali per il metabolismo cellulare e per la sintesi di componenti funzionali e strutturali della cute.

Prospettive future

Seppur manchi ancora una descrizione molecolare dei meccanismi di azione con i quali i probiotici agirebbero al livello cutaneo, le evidenze, sia sperimentali che cliniche, attualmente presenti, supporterebbero fortemente l'impiego dell'integrazione con probiotici tra le tecniche cosmetologiche.
In particolar modo, questo tipo di integrazione risulterebbe particolarmente vantaggiosa soprattutto nei pazienti con patologie autoinfiammatorie di interesse dermatologico, nonché nei pazienti sottoposti agli effetti lesivi dei raggi UV.
Inoltre riconoscendo il photoaging come uno dei principali responsabili dell'invecchiamento cutaneo, l'uso dei probiotici potrebbe rivelarsi utile anche come potenziale rimedio antiaging.
Il tutto sarebbe ulteriormente facilitato dalla buona tollerabilità nonché della relativa sicurezza d'impiego.

Bibliografia

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