Polypodium leucotomos contro il photoaging
Introduzione
L'infiammazione solare, o scottatura, è una manifestazione solo apparentemente dermatologica, ma in realtà sistemica, legata all'eccessiva esposizione alle radiazioni ultraviolette.
Mentre l'esposizione in acuto ai raggi UV risulta generalmente caratterizzata da manifestazioni tipiche quali:
- Eritema;
- Secchezza cutanea;
- Dolore;
- Rossore;
- Edemi evidenti, talvolta balloniformi,
molto più subdole, e alla lunga pericolose, risulterebbero le conseguenze dovute alla cronica esposizione ai raggi UV, ed in particolare a più penetranti UVB.
In questi ultimi casi, infatti, oltre alle caratteristiche manifestazioni cutanee quali:
- Comparsa di rughe,
- Perdita di elasticità;
- Secchezza cutanea;
- Disidratazione cutanea;
- Discromie;
- Iperpigmentazione,
potrebbero avvicendarsi anche eventi morbosi clinicamente più importanti, come le varie manifestazioni oncologiche cutanee.
In questo contesto patogenico, da diversi anni oramai si sta cercando di individuare estratti naturali che, senza nuocere alla salute, possano contestualmente espletare una sensibile azione preventiva nei confronti dei danni indotti dal photoaging.
Il Polypodium leucotomos
Il Polypodium leucotomos è una felce tropicale, nativa degli stati centrali americani e del Sud America, usata classicamente in ambito tradizionale e da oltre 30 anni oggetto di studio da parte di numerosi ricercatori in tutto il mondo.
Dall'estratto di questa pianta, infatti, sarebbe possibile isolare una serie di composti, per lo più dotati di spiccate attività antiossidanti e fotoprotettive come:
- L'acido p-cumarinico;
- L'acido ferulico;
- L'acido caffeico;
- L'acido vanillico;
- Vari acidi idrossibenzoici;
- L'acido idrossicinammico;
- L'acido clorogenico.
La capacità di questi principi attivi di ridurre i danni ossidativi delle specie reattive dell'ossigeno, sia a carico delle strutture cellulari che del collagene e delle altre proteine strutturali del derma, di ridurre l'espressione di citochine infiammatorie, di controllare l'azione trasformante dei raggi UVB, giustificherebbe il ruolo fotoprotettivo attribuito a questa pianta.
Il Polypodium leucotomos nel photoaging
Quando assunto oralmente, il Polypodium leucotomos si è dimostrato un'arma potente nel contrastare gli effetti lesivi dei raggi UV, soprattutto nei pazienti maggiormente fotosensibili.
Dai vari trial clinici, nonché dalle numerosissime evidenze sperimentali, gli estratti di questa pianta sarebbero risultati utili nel:
- Preservare l'integrità strutturale della matrice extracellulare evidentemente irradiata;
- Ridurre l'espressione delle metalloproteasi, enzimi coinvolti nella degradazione della matrice stessa;
- Evitare l'iperproduzione di melanina ed i relativi discromatismi;
- Ridurre frequenza e severità dell'edema post-esposizione;
- Ridurre le conseguenze in acuto dell'esposizione ai raggi solari.
L'estratto di questa pianta si sarebbe rivelato efficace anche nel correggere numerose manifestazioni dermatologiche, come la vitiligo, garantendo un'adeguata ripigmentazione, il melasma, riducendo l'estensione e l'intensità dell'area discromatica, e l'iperpigmentazione post-infiammatoria, prevenendo il rilascio di prostaglandine infiammatorie.
Particolarmente interessanti sarebbero anche gli esiti di numerosi studi nei quali, l'uso orale di questi estratti avrebbe garantito un controllo efficace della proliferazione e della differenziazione cellulare, riducendo così il rischio concreto di trasformazioni oncologiche.
Modo d'uso e precauzioni d'impiego
In molti studi l'assunzione pre-esposizione di circa 500 mg giornalieri di estratto si sarebbe rivelata efficace nel controllare le manifestazioni dermatologiche in acuto legate all'esposizione solare.
In letteratura sono presenti anche studi condotti a dosaggi maggiori, fino a 1200 mg/die, per i quali tuttavia, non sembrerebbero esservi ulteriori benefici.
Non essendovi trial clinici a lungo termine, non sono ancora stati caratterizzati gli effetti collaterali legati all'uso prolungato di questa pianta, mentre per il resto risulterebbe ben tollerata.
Pertanto, sarebbe opportuno consultare il medico prima dell'assunzione, soprattutto in presenza di patologie o contestuali terapie farmacologiche.
Controindicato, almeno a scopo precauzionale, risulterebbe l'uso del Polypodium leucotomos in gravidanza e durante l'allattamento.
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