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Contrastare la Sarcopenia: ruolo delle proteine nell'invecchiamento attivo

Introduzione

In una popolazione che tende sempre più ad invecchiare (si stima che il numero di individui over 60 triplicherà nel 2050), il miglioramento della qualità di vita rappresenta uno dei principali obiettivi della medicina moderna, in particolare di quella antiaging.
La progressiva perdita muscolare che si osserva con l'avanzare dell'età è uno dei fattori più studiati relativamente al mantenimento di una buona qualità di vita.
Il deficit muscolare - altrimenti detto Sarcopenia - sembrerebbe infatti associarsi con una serie di problematiche, quali:

  • maggiore incidenza di fratture;
  • maggiore disabilità:
  • aumentato rischio di sindrome metaboliche e patologie associate;
  • aumentato rischio di patologie autoimmuni;
  • aumentato rischio di ospedalizzazione;
  • aumento della mortalità.

Alla luce di queste evidenze, quindi, risulterebbe di enorme importanza limitare la perdita muscolare nel tempo.

Il ruolo della nutrizione nella Sarcopenia

La dieta, evidentemente assieme ad un adeguato stile di vita, è da sempre considerata un alleato prezioso nel mantenimento di un organismo sano e funzionale.
Più precisamente, riferendosi al controllo e alla prevenzione della Sarcopenia, il tipo, la quantità ed il timing dell'assunzione di proteine rappresentano una chiave di lettura importante nel contesto di una dieta sana ed equilibrata.

E' noto, infatti, come il quotidiano turn-over proteico sia fortemente dipendente dall'alimentazione; infatti, l'incremento plasmatico post-prandiale di aminoacidi - in particolare della Leucina - potrebbe determinare un incremento della sintesi proteica muscolare, opponendosi così alla fisiologica fase di catabolismo e rimaneggiamento che si osserva durante il digiuno.
I differenti studi sono partiti proprio da questo punto per osservare e descrivere le differenze che si osservano negli over '60 e che probabilmente risulterebbero correlate all'andamento Sarcopenico.
Più precisamente, si è notato come la fase biosintetica post-prandiale sia sensibilmente limitata in questi pazienti, probabilmente per:

  • un alterato processo digestivo;
  • un ridotto tasso di assorbimento intestinale degli aminoacidi;
  • un'alterata risposta ormonale al pasto;
  • un ridotto trasporto degli aminoacidi al muscolo, con sequestro nell'area splancnica.

Per questo motivo, si sono studiate specifiche precauzioni nutrizionali tali da limitare l'evento Sarcopenico.

Tipo e quantità di proteine nella dieta

Diversi studi si sono avvicendati in letteratura nel tentativo di individuare la migliore composizione dietetica possibile per minimizzare la Sarcopenia.
Da questi studi, evidentemente condotti su individui anziani attivi ed in salute, si è osservata l'importanza di alcuni criteri dietetici fondamentali.
Più precisamente :

  • il consumo di 30gr di proteine subito dopo l'attività fisica sembrerebbe migliorare il tasso di sintesi proteica negli anziani;
  • il consumo frequente e regolare di porzioni proteiche in ogni pasto, minimizzerebbe l'escrezione di azoto urinario, individuando così un andamento positivo sulla sintesi proteica;
  • l'ingestione di un pasto proteico prima del digiuno notturno, controllerebbe il catabolismo muscolare tipico del digiuno prolungato.

Tuttavia, a fronte del solo fattore quantitativo, molti ricercatori si sono posti domande interessanti anche sulla qualità delle proteine da utilizzare.
Si è anticipato nel precedente paragrafo come la digestione e l'assorbimento intestinale dei singoli aminoacidi possa espletare un ruolo chiave nel controllo della Sarcopenia.
A tal proposito, differenti studi hanno dimostrato come l'uso di proteine dal rapido assorbimento - come quelle presenti nel siero del latte - possa risultare più appropriato nell'anziano rispetto a quelle a più lento assorbimento (come la caseina o le proteine della soia).

Conclusioni pratiche

Dalla rilettura della letteratura scientifica, nonostante l'oggettiva complessità degli studi proposti, emergono dei criteri di base utili da applicare nella quotidianità dietetica dell'adulto attivo.

Fattori come:

  • La presenza di proteine nei pasti principali;
  • L'importanza delle proteine nelle fasi successive all'allenamento;
  • L'utilità delle proteine ad alta digeribilità come quelle del pesce, dell'albume e del siero del latte;
  • L'utilità degli acidi grassi omega 3 nelle fasi biosintetiche;
  • L'importanza dell'opportuna presenza dei carboidrati nelle fasi post-attività

rappresentano i principali accorgimenti dietetici necessari a controllare l'evento Sarcopenico.

Bibliografia

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