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Vitamina D nei Cosmetici

Introduzione

La ricerca in ambito farmacologico, clinico e sperimentale ha da sempre orientato parte dei propri sforzi alla caratterizzazione della pleiotropica funzione della Vitamina D per la salute umana.
Da tempo riconosciuta per il suo fondamentale ruolo nell'omeostasi del Calcio, la Vitamina D ha assunto negli ultimi decenni, in particolare negli ultimi anni, un ruolo chiave nella gestione di molteplici attività biologiche.
Ad oggi, a questa vitamina vengono attribuite anche proprietà immunologiche, endocrinologiche, anti-infiammatorie e cardiovascolari, giustificando così tutte le innumerevoli attenzioni riservatele dal mondo scientifico.

Vitamina D, fonti e metabolismo

I primi studi relativi al ruolo biologico della Vitamina D nella prevenzione delle patologie ossee, risalgono al lontano 1824, quando fu per la prima volta dimostrata la sua efficacia nella prevenzione del rachitismo e dell'osteolamacia.
Dapprima definita come fattore-antirachitico, fu solo nei primi anni del 1930 che si riuscì a caratterizzare la struttura chimica di questa molecola.
Con il termine di Vitamina D, infatti, si intende solitamente un gruppo di molecole comunemente chiamate calciferoli.
Le forme principalmente presenti negli alimenti, dette colecalciferoli o Vitamina D3, ed ergocolecalciferoli o Vitamina D2, si aggiungono a quella naturalmente prodotta dal nostro organismo.
La cute, infatti, opportunamente irradiata dai raggi UVB, rappresenta la principale fonte di Vitamina D per l'uomo.
Tuttavia, tutte le suddette forme rappresentando precursori inattivi della Vitamina, devono necessariamente subire dei processi di rimaneggiamento chimico e biologico ad opera di reni e fegato.
In questo senso, quindi, attraverso il torrente circolatorio ed una proteina di trasporto nota come Vitamina D binding protein, i precursori vitaminici vengono trasportati a livello epatico dove subiscono un processo di idrossilazione.
Da qui i cosidetti calcidioli raggiungono il rene dove vengono ulteriormente idrossilati nella forma biologicamente attiva della Vitamina D, nota come calcitriolo o 1,25 idrossivitamina D.
Quest'ultima potrà espletare le numerosi funzioni biologiche della Vitamina D.

Tabella 1- Contenuto di Vitamina D in alcuni alimenti

Cibo

Porzione

Vitamina D (IU)

Vitamina D (mcg)

Salmone in scatola

90 gr

465

11.6

Sgombro, in scatola

90 gr

211

5.3

Sardine, in scatola

90 gr

164

4.1

Latte, basso contenuto di grassi, arricchito con vitamina D

1 tazza

98

2.5

Succo d'arancia, fortificato con vitamina D

 1 tazza

100

2.5

Cereali, fortificato

1 porzione (di solito 1 tazza)

40-50

1,0-1,3

Tuorlo d'uovo

1 grande

37

0.9

Le funzioni biologiche della Vitamina D

Dal lontano 1824 sono ormai passati diversi anni, ma la ricerca in ambito farmacologico e clinico sull'efficacia biologica della Vitamina D non si è mai fermata.
Pertanto, all'iniziale funzione osteoprotettiva si sono aggiunte anche:

  • Attività antinfiammatorie, efficaci nel modulare l'evoluzione flogistica di differenti stati morbosi, tra i quali anche le patologie infiammatorie croniche intestinali.
  • Attività immunomodulatorie: differenti studi epidemiologici e clinici sembrano sostenere l'utilità, nonché l'efficacia, della Vitamina D nel regolare l'attività delle cellule del sistema immunitario, rappresentando pertanto un ottimo alleato nella lotta alle patologie autoimmuni come sclerosi multipla, psoriasi e artriti.
  • Attività cardiovascolari, utili nel controllare i livelli di pressione arteriosa e prevenire l'insorgenza di eventuali complicanze vascolari.
  • Attività antitumorali, ancora del tutto da caratterizzare, ma sicuramente preziose nella fase preventiva di differenti patologie oncologiche, come il carcinoma del colon.
  • Attività simil-ormonali, ancora in fase di caratterizzazione.

Importanza della Vitamina D per la salute cutanea

La stretta connessione tra Vitamina D e cute non è solamente legata alla produzione cutanea di questo fattore, bensì anche agli effetti biologici promossi dalla stessa sugli elementi cellulari dell'epidermide.
Più precisamente, il ruolo simil-ormonale di questo fattore si è rivelato cruciale nel regolare l'attività cellulare di fibroblasti, cheratinociti e cellule del sistema immunitario.
Al momento la letteratura scientifica sembra concorde nell'attribuire alla Vitamina D :

  • un ruolo importante nel regolare la proliferazione e la differenziazione dei cheratinociti, promuovendo da un lato il normale turn-over cellulare ed il conseguente ringiovanimento cutaneo, e prevenendo dall'altro l'insorgenza di fenomeni aberranti alla base delle patologie oncologiche;
  • un'attività regolatoria nel controllo del ciclo cellulare dei follicoli capilliferi, salvaguardando così l'integrità degli annessi cutanei;
  • un'azione protettiva nei confronti delle strutture cellulari, in particolare di quelle genomiche, dalle mutazioni indotte dai raggi UV, riducendo così il rischio di trasformazioni oncologiche;
  • un'attività riepitelizzante e rivascolarizzante, fondamentale nel facilitare la guarigione dalle ulcere cutanee e da lesioni di vario genere;
  • un'attività immunoregolatoria, preziosa nel prevenire l'attivazione aspecifica e dannosa del sistema immunitario verso antigeni cutanei.

Di conseguenza, la corretta e opportuna esposizione alla luce solare, assieme ad una dieta ben bilanciata, potrebbe contribuire al mantenimento di un opportuno stato di salute cutaneo, grazie anche all'azione biologica della Vitamina D.

Bibliografia

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