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Alghe nei Cosmetici - Le Macroalghe

Introduzione

E' ormai ben noto come la cute rappresenti la prima barriera anatomica tra i potenziali agenti lesivi esterni e l'organismo umano.
L'integrità di questo tessuto costituisce quindi il primo reale meccanismo biologico di difesa; di conseguenza tutto ciò che mina l'integrità della pelle rappresenta il primo reale nemico dell'organismo.
In quest'ottica, l'esposizione ai raggi UV, responsabile sia in acuto ma soprattutto in cronico di un progressivo danneggiamento istologico, costituisce un pericolo reale e onnipresente per l'integrità cutanea.
Le radiazioni ultraviolette inducono una serie di cambiamenti della matrice extracellulare, oltre che danni cronici al livello cellulare, evidenziabili macroscopicamente con la comparsa di rughe, solchi cutanei, disidratazione, discromie ed altre alterazioni estetiche, definibili come segni di un inevitabile photo-aging.
Fortunatamente la cute si oppone a tali sollecitazioni attraverso una serie di elementi naturali, costituiti dalla melanina, dai vari antiossidanti cellulari, dagli acidi grassi polinsaturi diffusi nella membrana cellulare e da complessi, e non ancora del tutto caratterizzati, meccanismi di scavanger.
La caratterizzazione molecolare delle modificazioni subite dalla matrice extracellulare sottoposta a danno ossidativo, ed in particolare l'identificazione di particolari classi enzimatiche, come le metalloproteasi, coinvolte nel rimaneggiamento patologico del derma, ha spinto i vari ricercatori di tutto il mondo ad indentificare possibili strategie terapeutiche.

I composti marini

Un ambito particolarmente fervente negli ultimi anni è rappresentato dalla caratterizzazione biologica e funzionale di elementi naturali in grado di coadiuvare la fisiologica funzionalità cellulare.
Gli organismi marini, in tal senso, hanno rappresentato una fonte particolarmente preziosa di composti biologicamente attivi.
Negli ultimi anni, infatti, oltre 12.000 nuove molecole sono state estratte a partire da piante, animali e microbi che vivono nell'ambiente marino, individuandone nella maggiorparte dei casi un imponente ruolo antiossidante e citoprotettivo.
In questo ambito di ricerca le alghe hanno sicuramente rappresentato e continuano a rappresentare la fonte di approvvigionamento più importante e degna di nota.
Da queste infatti, ma anche dagli animali presenti sui gradini più alti della catena alimentare marina, è stato possibile estrarre principi attivi come:

  • Le pirofeofitine;
  • L'astaxantina;
  • La fucoxantina;
  • I florotannini;
  • Ed altri numerosissimi principi attivi ancora non biologicamente caratterizzati.

Ci si aspetta pertanto che nei prossimi anni, queste piante costituiscano una preziosa fonte di principi attivi utili all'uomo.

Le Macroalghe in cosmetologia

Come accennato, le alghe rappresentano un importante fonte di metaboliti biologicamente attivi, come fenoli e polifenoli; pertanto risultano particolarmente adatte alla protezione cellulare dai raggi UV.
Recentemente è stato dimostrato come l'estratto alcolico dell'alga Corallina pilulifera possa ridurre sensibilmente l'espressione UV-indotta di metalloproteasi nel derma umano, riducendo pertanto il rimaneggiamento dannoso della matrice extracellulare.
Contestualmente i florotannini, estratti a partire dall'alga Eckloina cava, si sono rivelati efficaci in laboratorio nel proteggere le cellule dall'azione lesiva dei raggi UV-B, mentre in maniera specifica il dieckolo, estratto dalla stessa alga, avrebbe esercitato un'azione inibitoria nei confronti della melanogenesi, prevenendo così la spiacevole comparsa di discromatismi cutanei.
Sulla scia di questi esperimenti :

  • L'acido sargaquinosico estratto dall'alga Sargassum sagaminaum, avrebbe dimostrato la sua efficacia protettiva nei confronti degli effetti citolesivi dei raggi UV-B;
  • La Shinorina, isolata dall'alga rossa Porphyra rosengurtii, avrebbe ridotto sensibilmente l'espressione di markers di danno ossidativo cellulare, esercitando pertanto un azione antiossidante;
  • L'Astaxantina, estratta da molte alghe ma anche da piccoli molluschi, avrebbe ridotto l'attivazione di pathways cellulari infiammatorie legate all'esposizione dei raggi UV, aumentando contestualmente l'espressione di antiossidanti endogeni come il Glutatione e la Superossidodismutasi, coadiuvando così le naturali difese cellulari;
  • La fucoxantina, anch'essa appartenente alla macrofamiglia dei carotenoidi, avrebbe invece protetto la cellula ed il derma dal danno indotto dai ROS e dai raggi UV-B.

Molti dei suddetti composti, avrebbero inoltre modulato, attraverso il controllo dell'espressione genica, anche l'espressione di enzimi quali le metallo proteasi, coinvolti nella degradazione della matrice extracellulare e quindi nell'insorgenza degli inestetismi.

Prospettive

Alla luce di queste evidenze, la caratterizzazione di principi attivi marini dotati di attività fotoprotettiva, potrebbe - come è già avvenuto in alcuni casi come per l'Astaxantina - portare alla formulazione di prodotti sia per uso topico che orale in grado di sostenere l'integrità cutanea.
Tali principi attivi potrebbero pertanto costituire un capitolo importante nel contesto della medicina e della cosmetologia antiaging.

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