Selenio nei Cosmetici
Introduzione
Il Selenio è un elemento presente in piccolissime quantità nell'organismo umano, ma fondamentale nell'economia cellulare, in quanto elemento strutturale di numerosissimi enzimi.
Infatti durante la sintesi proteica, il Selenio viene attivamente introdotto in differenti proteine, e più precisamente a livello di specifici aminoacidi come la cisteina e la metionina, influenzandone così sia la struttura che la funzione.
Tra queste proteine selenio-dipendenti ritroviamo :
- La glutatione perossidasi, enzima chiave nei processi di detossificazione dai radicali liberi dell'ossigeno.
Questo enzima infatti interviene direttamente nella rigenerazione del più noto Glutatione, piccolo peptide impegnato attivamente nella protezione delle strutture cellulari, contribuendo così alla formazione del pull di antiossidanti endogeno;
- La iodiotironina deiodinasi : enzima direttamente coinvolto nella deiodinazione dell'ormone tiroideo T4 a T3.
La perdita dell'atomo di iodio rappresenta una tappa fondamentale affinchè gli ormoni tiroidei espletino le proprie attività a livello periferico;
- Le Selenio proteine, presenti sia nel torrente circolatorio che direttamente nell'ambiente cellulare e coinvolte nella regolazione dell'attività cellulare.
Il Selenio nella dieta
Grazie anche al basso fabbisogno giornaliero di questo elemento, si è infatti descritta la sua attività a bassissime concentrazioni, la semplice ed equilibrata dieta mediterranea riesce a soddisfarne ampiamente le necessità.
A tal proposito tra gli alimenti a più alto contenuto di Selenio ritroveremmo nel mondo vegetale la frutta secca, alcuni cereali ed i funghi mentre nel regno animale le frattaglie, i mitili e le uova.
In questi ultimi tuttavia il Selenio, incorporato in strutture più complesse come le selenoproteine, risulterebbe più facilmente assorbibile e quindi maggiormente biodisponibile.
Il Selenio in medicina antiaging e cosmetologia
A dispetto delle bassissime concentrazioni in cui questo elemento è presente nell'organismo umano, il Selenio si è rivelato fondamentale nel controllare numerose funzioni dell'organismo umano nonché nel prevenire differenti stati morbosi.
L'interesse della medicina antiaging e della cosmetologia nei confronti del Selenio è cresciuto in seguito alla caratterizzazione della funzione molecolare di questo elemento.
Infatti è noto come il controllo del metabolismo tiroideo e dei suoi effetti biologici, nonché la protezione cellulare nei confronti dello stress ossidativo, rappresentino dei capi saldo della medicina e della cosmetologia antiaging.
Sulla linea quindi delle prime evidenze sperimentali, differenti ricercatori in tutto il mondo, hanno cercato di chiarire l'utilità di questo minerale nei suddetti ambiti di applicazione.
Da un attenta rilettura della più recente letteratura scientifica, oltre alle tradizionali attività, al Selenio vengono anche attribuite :
- Proprietà anti-photoaging.
L'eccessiva esposizione alle radiazioni ultraviolette rappresenta una delle principali fonti invecchianti della cute e delle strutture più profonde.
Oltre agli spiacevoli inestetismi cutanei, dalla disidratazione alla comparsa di discromatismi e paracheratosi, l'eccessiva esposizione ai raggi UV correla purtroppo con l'insorgenza di patologie oncologiche degne di nota.
In questo ambito l'utilizzo di L-SelenioMetionina, anche per via topica, si è rivelata preziosa, soprattutto in modelli sperimentali, nel controllare il danno cellulare indotto dai raggi UVB, offrendo un meccanismo di protezione aggiuntivo.
Al contrario a deficienze di Selenio si sono purtroppo associati quadri clinici più gravi, caratterizzati dalla persistenza di un marcato quadro infiammatorio, nonché alla presenza di manifestazioni dermatologiche quali eritemi ed irritazioni di vario genere.
- Proprietà antiossidanti.
Numerosissime sono le evidenze che associano all'utilizzo di Selenio--Metionina, in quantità opportune, una protezione più efficace nei confronti delle specie reattive dell'ossigeno.
Più precisamente, in seguito all'integrazione, si è osservata una netta riduzione di alcuni markers ossidativi come la malonildialdeide, indice di danno ossidativo.
Attività risultata fondamentale in corso di alcune patologie autoinfiammatorie ed autoimmunitarie come la psoriasi.
In linea con i suddetti studi, l'uso adeguato di Selenio si è rivelato prezioso nel controllare l'espressione di alcuni enzimi coinvolti nel processo infiammatorio e più precisamente nel rimodellamento della matrice extracellulare.
La riduzione delle concentrazioni tessutali di metallo proteasi indotte dal Selenio infatti, potrebbe risparmiare il tessuto leso dall'eccessiva degenarazione, evitando l'insorgenza di spiacevoli inestetismi.
- Proprietà riepitelizzanti.
Alcuni studi dimostrano chiaramente come l'uso del Selenio possa facilitare la guarigione di ferite e lesioni cutanee, permettendo sia una migliore riepitelizzazione, che un più efficiente controllo di eventuali manifestazioni infiammatorie.
Alle suddette proprietà se ne aggiungerebbero altre, tra le quali quelle antitumorali, tuttavia non ancora caratterizzate dal punto di vista clinico e pertanto ancora solo sperimentali.
Precauzioni d'impiego
Viste le basse concentrazioni a cui questo elemento è presente nell'organismo umano, un abuso dello stesso potrebbe determinare l'insorgenza di spiacevoli manifestazioni cliniche quali disturbi gastroenterici, rash cutaneo, fatica, irritabilità ed alterazioni di tipo neurologico.
Per questo motivo il livello orale massimo tollerato secondo i più recenti aggiornamenti è quello di 300mcg giornalieri.
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