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Menopausa e Invecchiamento della Pelle

Introduzione

La perdita dei normali equilibri ormonali è una delle tipiche conseguenze dell'invecchiamento biologico, nonché uno dei possibili protagonisti dell'invecchiamento cutaneo.
Il classico esempio è rappresentato dall'apparato riproduttivo femminile, in particolare dalla menopausa, che ricordiamo essere caratterizzata dalla cessazione della funzione ovarica con marcata riduzione della biosintesi di estrogeni.
Tralasciando i classici sintomi associati alla menopausa, un numero crescente di studi attribuisce agli estrogeni un importantissimo ruolo regolatorio, non solo nei confronti della funzione sessuale, ma anche sul mantenimento in salute di tessuti come l'osso, il sistema nervoso, il tessuto adiposo, il tessuto muscolare, l'apparato gastro-enterico, il sistema vascolare e la cute.
In questo articolo ci soffermeremo  proprio sul ruolo degli estrogeni, quindi sugli effetti della loro carenza, nel mantenimento della salute cutanea.

Menopausa e invecchiamento cutaneo

E' abbastanza comune rilevare tra le donne over 50  un rapido cambiamento della qualità cutanea, in particolare di quella del volto.
Perdita della lucentezza, opacizzazione, maggiore fragilità, disidratazione, perdita di elasticità e comparsa di nuove rughe e solchi: sono queste le più frequenti variazioni che si osservano a livello cutaneo dopo la menopausa, e che tendono progressivamente ad accentuarsi con l'avanzare degli anni.
Considerando quindi la normale biologia del corpo femminile da un lato, ed osservando i risultati di vari trial clinici dall'altro, tali cambiamenti sono stati associati anche al progressivo declino della quantità di estrogeni presenti in circolo.
Biologicamente, infatti, la cute della donna in menopausa presenta:

  • ridotto spessore epidermico con perdita delle normali caratteristiche istologiche;
  • sofferenza vascolare;
  • ridotta presenza di collagene nella matrice extracellulare;
  • ridotto contenuto idrico;
  • alterata organizzazione dell'epidermide;
  • alterazioni significative del normale ciclo cellulare dei cheratinociti;
  • ridotta attività dei fibroblasti, cellule deputate alla sintesi di collagene.

Le suddette caratteristiche hanno spinto i ricercatori di tutto il mondo ad approfondire il ruolo anti-aging degli estrogeni.
Da questi studi è emersa la funzione regolatoria degli estrogeni, i quali - interagendo con specifici recettori, non solo estrogenici - sarebbero in grado di controllare l'espressione genica e l'attività di numerosi elementi cellulari, tra i quali appunto i cheratinociti d i fibroblasti.
In questo senso, quindi, gli estrogeni meriterebbero l'appellativo di ormoni anti-aging.

Effetti degli estrogeni sulla qualità cutanea

Molte delle capacità anti-aging degli estrogeni sono state rilevate dal confronto  tra donne in menopausa sottoposte o meno a terapia sostituiva ormonale.
Da questi studi è emerso come la cute delle donne trattate risultasse:

  • più voluminosa del 30% rispetto al gruppo di controllo;
  • maggiormente idratata, grazie anche alla maggior espressione di collagene di tipo III;
  • meno segnata da solchi e rughe;
  • più elastica, grazie alla maggiore espressione di elastina;
  • istologicamente più organizzata.

Risultati simili si sono osservati anche in seguito all'inizio della terapia ormonale sostituiva in donne in menopausa già da differenti anni.

Estrogeni e danno ossidativo

Uno dei principali imputati dell'invecchiamento cutaneo è lo stress ossidativo, fortemente elicitato da fattori ambientali come inquinanti e radiazioni ultraviolette (photoaging).
Differenti studi hanno dimostrato come gli estrogeni possano espletare un importante effetto citoprotettivo nei confronti di numerose cellule e tessuti, compresa la cute.
Tale effetto sarebbe in parte mediato dalla particolare struttura chimica di questi ormoni, che permetterebbe loro di interagire direttamente con i radicali liberi dell'ossigeno, neutralizzandone l'alta reattività.
Inoltre, attraverso meccanismi decisamente più complessi, gli estrogeni potrebbero modulare l'espressione genica dei fibroblasti cutanei, aumentando l'espressione di fattori antiossidanti ed antinfiammatori, e proteggendo così indirettamente la cute dall'azione lesiva delle specie reattive dell'ossigeno.

Considerazioni

Le numerose evidenze positive relative all'azione antiaging degli estrogeni, farebbero di questi ormoni uno dei principali protagonisti nella prevenzione dell'invecchiamento cutaneo.
Tuttavia, la complessità d'impiego, le numerose reazioni avverse, i meccanismi d'azione ancora poco chiari ed il rischio di conseguenze clinicamente rilevanti per la salute umana, ne limitano fortemente l'impiego.
Fortunatamente, alcuni composti naturali noti come fitoestrogeni e dotati di proprietà simil estrogeniche, ma decisamente meno rischiosi, potrebbero rappresentare i candidati ideali per combattere l'invecchiamento della pelle e le altre conseguenze dell'ipoestrogenismo.

Bibliografia

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