Tè Verde nei Cosmetici
Introduzione
Negli ultimi anni l'immissione in commercio ed il consumo di prodotti destinati al mantenimento della salute cutanea ha subìto un rapido incremento.
Fortunatamente, enorme impulso ha avuto anche la ricerca in ambito fitoterapico, orientata all'identificazione di molecole funzionalmente attive, erbe naturali e principi attivi dotati di potere antiossidante ed antiaging.
In questo ampio contesto, la caratterizzazione di prodotti naturali in grado di proteggere la cute dall'azione invecchiante dei raggi UV (il così detto photoaging), ha facilitato l'immissione in commercio di integratori e di cosmetici naturali.
I danni dei raggi UVB
E' noto come l'esposizione continua ai raggi ultravioletti, in particolare ai raggi UVB (290-320 nm), contribuisca sensibilmente al danneggiamento cutaneo, noto come photoaging, aumentando l'incidenza di manifestazioni estetiche caratteristiche quali:
- Formazione di rughe;
- Inspessimento dei solchi cutanei;
- Secchezza cutanea;
- Perdita di elasticità;
- Discromie;
- Iperpigmentazione;
- Danni strutturali e funzionali (trasformazione cellulare).
Alla base dei suddetti fenomeni vi sarebbe un unico comune denominatore, rappresentato per l'appunto dall'eccesso di Radicali Liberi dell'Ossigeno (ROS), responsabili del tanto temuto stress ossidativo.
Queste specie particolarmente reattive, infatti, se presenti in elevate concentrazioni, potrebbero facilmente eludere i sistemi difensivi cellulari, inducendo danni strutturali e funzionali a carico delle membrane cellulari, delle proteine strutturali e degli acidi nucleici.
Contestualmente questo stato di rimaneggiamento risulterebbe ulteriormente sostenuto dall'aumentata espressione di citochine infiammatorie, in risposta proprio al danno osservato, e dall'aumentata attività di enzimi proteolitici come le metalloproteasi, coinvolte direttamente nella degradazione del collagene e delle altre proteine strutturali del derma.
Il Tè verde
Il Tè è una delle bevande più bevute al mondo; viene prodotto principalmente da un'unica specie di pianta nota come Camellia sinensis.
Originario del Sud Est Asiatico, da oltre 4000 anni il tè è impiegato con successo anche in ambito fitoterapico.
Il suo potere medicale sarebbe determinato dall'elevata concentrazione, soprattutto nei semi, di classiche strutture contraddistinte dall'anello fenolico note come polifenoli.
I vari studi di caratterizzazione molecolare, hanno infatti chiarito sia la struttura chimica che il relativo ruolo biologico di questi nutrienti, sottolineandone tra l'altro la presenza varietà specifica.
Più precisamente il tè verde risulterebbe un ottima fonte di polifenoli, in particolare di flavanoli monomerici noti come catechine, tra le quali abbonderebbero le Epigallocatechine (EGCG).
Noto il ruolo biologico delle EGCG - utili sia nel proteggere le strutture cellulari e proteiche dal danno ossidativo, contrastando gli effetti lesivi di radicali liberi dell'ossigeno particolarmente reattivi come il perossido di idrogeno, e nel regolare l'espressione genica, controllando l'attività proliferativa/differenziativa cellulare - negli ultimi anni vari ricercatori hanno sperimentato l'utilizzo degli estratti di tè verde nella protezione dal photoaging.
Gli estratti del Tè verde in cosmetologia
Sulla base delle suddette evidenze molecolari, e contando su processi tecnologici di estrazione e purificazione sempre più ottimizzati, diversi gruppi di ricerca hanno messo a punto integratori di tè verde destinati all'uso orale e prodotti cosmetologici per uso topico.
Dalle numerose evidenze, seppur per lo più sperimentali, emergerebbe la capacità di tali estratti di:
- Proteggere le cellule dall'azione lesiva dei raggi UVB, modulando l'espressione di fattori cellulari come ERK1 e JNK, direttamente coinvolti nella deregolazione delle normali funzionalità;
- Proteggere proteine del derma e cellule dall'azione lesiva dei ROS, facilitando il processo di detossificazione, inibendo la produzione di perossido di idrogeno, prevenendo la deplezione di enzimi antiossidanti come la catalasi o la glutatione perossidasi UVB-indotta, e riducendo la formazione di lipoperossidi e proteine aberranti;
- Ridurre lo stato infiammatorio della cute esposta ai raggi UVB, inibendo la produzione di citochine infiammatorie, riducendo la secrezione di istamina, e modulando la normale attività delle cellule immunocompetenti;
- Ridurre il rischio di trasformazione oncologica, controllando i normali processi proliferativi/differenziativi/apoptotici e proteggendo il genoma dal danno ossidativo.
Queste nobili funzioni spiegherebbero il ruolo fotoprotettivo del tè verde.
Conclusioni
Al fine garantirne l'uso routinario, sarebbe opportuno, anche sulla scia di lavori incerti, chiarire il potenziale tossico e i reali effetti collaterali legati all'utilizzo di questi estratti.
Si attendono pertanto ulteriori trials clinici.
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