Rallentare l'Invecchiamento
Introduzione
Risale a pochi mesi fa (2014) l'inizio di un interessantissimo studio - che sta coinvolgendo ben 11 nazioni tra le quali l'Italia - relativo all'impiego di strategie multidisciplinari per la prevenzione dell'invecchiamento e della fragilità senile.
Con il progressivo invecchiamento della popolazione, infatti, diversi ambiti della medicina moderna hanno cambiato le proprie prospettive; se precedentemente l'intento principale era quello di vivere più a lungo, oggi l'aspetto più importante è vivere sì a lungo ma sopratutto bene.
Negli ultimi anni si sono così avvicendati numerosissimi studi, orientati alla caratterizzazione dei principali cambiamenti biochimici e fisiologici associati all'invecchiamento, e alla definizione di nuove strategie preventive e terapeutiche.
Tralasciando gli aspetti molecolari legati alla senescenza, come l'accorciamento dei telomeri, le modificazioni epigenetiche ed i vari cambiamenti genomici, per i quali ancora si stanno effettuando enormi sforzi, come sempre in medicina gli aspetti più significativi legati alla prevenzione partono dalla quotidianità.
Pertanto, nei prossimi paragrafi verranno definiti alcuni accorgimenti utili a garantire un healty aging, ossia un invecchiamento sano e fisiologico, alla portata di qualsiasi lettore.
La prevenzione in medicina antiaging
A fianco delle più complesse tecniche di medicina estetica legate alla correzione dei difetti cutanei, piuttosto che al ringiovanimento del volto, divengono necessari accorgimenti quotidiani utili a mantenere in salute l'intero organismo.
Per quanto infatti l'invecchiamento cutaneo rispecchi a pieno la situazione sistemica dell'organismo, questo rappresenta solamente la "facciata" di una situazione metabolica e organica più complessa.
Pertanto, gli interventi in medicina antiaging dovrebbero concentrarsi sull'intero organismo e sulle sue capacità metaboliche.
Tra i capi saldi di un invecchiamento in salute vi sono:
- l'attività fisica regolare. Ormai unanime sembra essere l'opinione scientifica a riguardo. La prevenzione della sarcopenia, ossia del graduale deperimento muscolare, attraverso l'attività fisica sembra infatti garantire un netto miglioramento della qualità di vita.
Al contrario di quanto si possa pensare, i benefici legati all'attività fisica regolare non si espleterebbero unicamente sull'aspetto fisico ma interesserebbero anche- il sistema immunitario, che risulterebbe rafforzato e in grado di proteggere l'organismo da eventuali agenti patogeni nonché da cellule tumorali
- il sistema cardiovascolare, in grado di garantire una miglior gittata, quindi una perfusione più adeguata degli organi
- il sistema nervoso, grazie alla capacità del tessuto muscolare di produrre miochine in grado di abbassare lo stato infiammatorio neuromuscolare.
- L'attività fisica regolare risulterebbe inoltre preziosa per sostenere il metabolismo di base, garantendo così al paziente anziano la possibilità di consumare più alimenti senza incorrere nel rischio di patologie classiche come l'obesità e il diabete di tipo II.
Importanti benefici legati all'attività fisica regolare si sono osservati anche su patologie tipiche dell'età avanzata, come le artrosi e le patologie infiammatorie. - La dieta sana ed equilibrata. Anche in questo caso i massimi esperti del settore concordano nel sostenere l'utilità di una dieta sana ed equilibrata nel mantenimento dello stato di benessere complessivo dell'organismo. Più precisamente
- il corretto apporto proteico potrebbe preservare la funzionalità del tessuto muscolare e del sistema immunitario, garantendo così una protezione efficace verso potenziali stimoli patogeni
- l'assunzione adeguata di acidi grassi polinsaturi, come quelli presenti nel pesce, potrebbe contribuire al mantenimento della funzionalità cardiovascolare e nervosa
- la corretta assunzione di fibre potrebbe proteggere l'intestino da eventuali patologie infiammatorie ed oncologiche.
- Particolarmente prezioso sarebbe anche il ruolo dei micronutrienti, in particolare di alcune vitamine e minerali, nel proteggere la cellula e l'intero organismo dall'azione lesiva delle specie reattive dell'ossigeno.
- L'adeguata assunzione di acqua, utile sia a mantenere il corretto stato di idratazione dei vari tessuti, sia a garantire il trasporto di sostanze preziose per la funzionalità cellulare. L'adeguata assunzione di acqua contribuirebbe, tra l'altro, al mantenimento funzionale dei vari organi di filtro, nonché del sistema cardiovascolare.
- Il controllo dello stress psico-fisico. Anche in questo caso, gli ultimi studi attribuiscono alla persistenza di uno stress cronico, un'alterazione del normale equilibrio ormonale che si assocerebbe alla perdita di massa muscolare e alla presenza di una situazione infiammatoria di basso grado, quindi alla compromissione della normale funzionalità di differenti organi.
Tra l'altro il controllo dello stress psico-fisico sembrerebbe espletare un'azione protettiva anche nei confronti dell'invecchiamento cutaneo nonché del sistema immunitario.
- Il controllo dello stress ossidativo. Come descritto in altri articoli, i radicali liberi dell'ossigeno (ROS) sembrano essere tra i principali protagonisti della senescenza cellulare, quindi del complessivo invecchiamento dell'organismo umano. Ridurne la produzione attraverso l'evitamento di alcuni comportamenti a rischio (come fumare, bere abitualmente alcool, esporsi a fattori inquinanti o a radiazioni UV per periodi di tempo prolungati) e sostenere l'attività antiossidante endogena (attraverso una dieta sana ed equilibrata piuttosto che di specifici integratori antiossidanti), potrebbe contribuire fortemente al mantenimento di un organismo sano e funzionale.
A questi basilari rimedi si aggiungerebbero chiaramente tutte le varie metodiche antiaging, per le quali tuttavia sarebbe necessaria la supervisione medica, e che risulterebbero inefficaci senza l'ABC della prevenzione.
Pertanto, il mantenimento negli anni di un organismo in salute non può prescindere dal rispetto delle norme di base viste nell'articolo.