Polifenoli per una Pelle più Giovane
Caratteristiche chimico-biologiche
I polifenoli sono una classa eterogenea di molecole presenti comunemente nei prodotti di origine vegetale come frutta, verdure, frutta secca, erba, cacao e tè.
Nonostante non sia ancora del tutto caratterizzata la loro presenza negli alimenti, al momento è possibile indicare come polifenoli una classe costituita da oltre 500 molecole, caratterizzata da una struttura comune rappresentata dalla presenza dei gruppi ossidrili fenolici.
Per semplicità queste molecole vengono classificate, in base alla struttura, in quattro classi principali :
- i flavonoidi : a loro volta suddivisi in altri 6 sottogruppi, presenti prevalentemente nei prodotti di origine vegetale come l'uva ed i derivati, i legumi, i mirtilli, la cioccolata e le verdure a foglia verde. Tra i più noti di questa categoria ritroviamo la quercetina, la naringenina, le epigallochatechine del tè, la luteolina, l'antocianidina e la ginesteina;
- i lignani : presenti soprattutto negli oli vegetali come l'olio di semi di lino e l'olio di sesamo e rappresentati per lo più dal laricirsesinolo ed al secoisolariciresinolo;
- gli acidi fenolici come l'acido caffeico e l'acido vanillico, presenti per lo più nel caffè, nel tè, nei frutti colorati e nella frutta secca;
- gli stilbeni come il resveratrolo presente nel vino;
- altri polifenoli come i curcuminoidi e l'idrossitirosolo dell'olio di oliva.
La natura offre quindi un importantissima fonte di elementi dotati di attività neuroprotettiva, cardioprotettiva ed antiossidante con un enorme vantaggio rappresentato dalla complessità biologica delle interazioni tra i singoli principi attivi, che si osserva unicamente nei prodotti vegetali nella loro interezza e che risulta particolarmente complessa da riprodurre in laboratorio.
Polifenoli, campi da studiare
Nonostante esistano attualmente in letteratura centinaia di studi riguardanti l'efficacia dei polifenoli nei vari ambiti della medicina umana, rimane ancora un grande vuoto nella comprensione attenta dell'utilità di questi elementi in ambito clinico.
Tale lacuna è determinata dalla enorme eterogeneità dei polifenoli, che rende particolarmente arduo lo studio della biodisponibilità, dei meccanismi d'azione e dei principi farmacocinetici di base di questi composti.
I suddetti limiti inevitabilmente aumentano il gap tra le interessantissime osservazioni sperimentali condotte su modelli in vitro o animali e l'applicazione clinica.
Per questo motivo molti gruppi di ricerca sono oggi impegnati nella caratterizzazione molecolare delle cinetiche di assorbimento e delle proprietà farmacodinamiche dei principali polifenoli, affinchè possa divenire chiaro e riproducibile il metabolismo degli stessi, consentendone così un applicazione in ambito clinico sicura ed efficace.
I polifenoli nella medicina antiaging
L'invecchiamento è un processo molto complesso, caratterizzato da una serie di eventi successivi che minano la normale attività di organi, tessuti ed apparati.
La particolarità di questo processo è l'interessamento a 360 gradi dell'intero organismo con variazioni funzionali e strutturali che partono da molecole microscopiche come proteine, acidi nucleici e lipidi e che si propagano esponenzialmente all'intera cellula, al tessuto, all'organo, all'apparato ed infine all'organismo umano nella sua interezza.
Per questo motivo diventa importante comprendere i meccanismi molecolari presenti alla base di questi fenomeni e porre in atto gli opportuni rimedi.
Tra i meccanismi attualmente più accreditati vi sono :
- i danni indotti dallo stress ossidativo, e in particolare dai sottoprodotti altamente reattivi generati dal normale metabolismo e potenziati dal persistente contatto con fattori inquinanti quali tossine, microrganismi, agenti chimico-fisici, alimenti e xenobiotici;
- i fenomeni neurodegenerativi, molto probabilmente sostenuti dagli effetti deleteri delle stese specie ossidanti sulle strutture nervose;
- la senescenza del sistema immunitario, che rende l'organismo umano più vulnerabile all'azione di differenti elementi lesivi;
- la graduale riduzione della funzionalità cardiovascolare e la conseguente compromissione della normale ossigenazione tessutale.
I polifenoli si sono dimostrati in questo ambito particolarmente efficaci nel controllare i fattori di rischio associati all'invecchiamento, agendo prevalentemente sui fenomeni di base come il danno indotto dalle specie reattive dell'ossigeno, lo stato infiammatorio di base che si accompagna all'immunosenescenza e l'accumulo di tossine con il conseguente deterioramento della funzionalità cellulare.
Attività neuroprotettiva dei polifenoli
Di rilevante importanza nella prevenzione della senescenza e delle sue complicanze, è la salvaguardia della funzionalità nervosa.
In questo ambito i polifenoli, da un lato grazie alla capacità di chelare gli ioni metallici, dall'altro attraverso la capacità di neutralizzare le specie reattive dell'ossigeno, si sono rilevati efficaci, soprattutto in modelli sperimentali, nel ritardare il danno neurologico presente ad esempio in patologie neurodegenerative croniche come l'Alzheimer ed il Parkinson.
Tuttavia oltre all'azione scavenger, i polifenoli sembrerebbero attivare specifiche proteine, come ad esempio SIRT1 ossia le sirtuine, coinvolte nella protezione cellulare e nella longevità, evidenziando così un ruolo modulatore particolarmente complesso.
Attività cardioprotettiva dei polifenoli
Capitolo sicuramente importante nella medicina antiaging è rappresentato dal mantenimento della corretta funzionalità cardiovascolare.
I polifenoli sembrano intervenire accuratamente in questo settore da un lato regolando l'espressione di geni come NF KB, normalmente coinvolti nei processi infiammatori e quindi nella genesi delle patologie cardiovascolari, dall'altro invece mediando la sintesi di ossido nitrico, potente vasodilatatore, efficace nel salvaguardare la corretta funzionalità vascolare e cardiaca.
Tale attività si tradurrebbe nel mantenimento anche della corretta ossigenazione tessutale, e quindi nella salvaguardia della funzionalità di differenti organi e tessuti.
Attività fotoprotettiva e cosmetologica dei polifenoli
L'imponente attività antiossidante di questi composti ha inevitabile esteso le potenziali applicazioni d'uso dei polifenoli dalla medicina antiaging alla cosmetologia.
Sono diversi gli studi presenti in letteratura nei quali questo gruppo eterogeneo di molecole si è rivelato utile nel :
- proteggere la cute dall'azione lesiva delle radiazioni ultraviolette, espletando così una preziosa attività anti fotoaging, talmente efficace da ridurre il rischio di patologie degenerative della cute, come osservato in differenti studi nei quali si è registrato una riduzione sensibile delle concentrazioni locali di perossido di idrogeno ed una maggior attivazione dei fibroblasti;
- intervenire probabilmente nei processi di espressione genica alterati in condizioni maligne come il melanoma o i tumori della pelle, riducendo l'attivazione di geni coinvolti nel processo di proliferazione cellulare incontrollata;
- preservare l'integrità cutanea proteggendo le membrane cellulare dai processi di lipoperossidazione indotti dalle specie ossidanti di varia natura, e contribuendo così al mantenimento “giovane” sia estetico che funzionale della pelle;
- sostenere le difese immunitarie locali dall'immunosoppressione indotta da radiazioni ultraviolette, preservando così la funzione di barriera cutanea, preziosa per la protezione dell'intero organismo;
- ridurre la gravità e l'evoluzione clinica di lesioni cutanee associate a patologie auto infiammatorie ed autoimmunitarie, proteggendo la cute dagli eventi infiammatori presenti in tali condizioni, regolando l'attività di geni coinvolti nella genesi dell'evento flogistico.
Queste caratteristiche biologiche hanno consentito così ai polifenoli di entrare a pieno titolo tra le molecole anti-aging, tanto da rientrare nella formulazione sia di integratori per os che di prodotti per uso topico.
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