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Iperico

Introduzione

L'Iperico, scientificamente noto come Hypericum perforatum, è un arbusto perenne dai numerosi fiori giallo-brillanti.
Diffuso in differenti aree del mondo, come L'Europa, l'Asia e gli Stati Uniti, soprattutto la California, predilige terreni asciutti e sassosi ed aree soleggiate.
Dal punto di vista medicamentoso, l'intera pianta, raccolta tra luglio ed agosto, opportunamente essiccata, rappresenta una preziosa fonte di principi attivi dotati di potere fitoterapeutico.
Da sempre nota anche come erba di San Giovanni, per le antiche credenze religiose, l'Iperico è stato da secoli impiegato in ambito popolare come tonico rinvigorente, soprattutto della mente, e come agente antinfettivo ed antibiotico.

Principi attivi

L'enorme crescita della fitoterapia negli anni '80 ha consentito in pochi anni di caratterizzare i numerosi principi attivi presenti in questa pianta, responsabili delle relative attività terapeutiche.
Nonostante dal punto di vista quantitativo e farmacologico i principi attivi più importanti siano rappresentati dall'ipericina e dalla pseuoipericina, attente analisi molecolari hanno dimostrato la presenza di altri componenti, quali:

  • flavonoidi;
  • xantoni;
  • acidi carbossilici fenolici, tra i quali l'acido caffeico e clorogenico;
  • oli essenziali;
  • carotenoidi;
  • alcani;
  • fitosteroli;
  • acidi grassi esterificati a media catena.

Il complesso equilibrio tra queste sostanze rende l'Iperico una pianta dotata di numerosissimi effetti biologici, preziosi per la salute umana.

Proprietà terapeutiche

Nonostante la maggior parte si riferisca per lo più a studi sperimentali effettuati su cavie da laboratorio o colture cellulari, i dati a disposizione risultano particolarmente interessanti.
Più precisamente, a questa pianta sono state attribuite :

  • attività antidepressive: espletate dai principi attivi ipericina e pseudoipericina, in grado di legare e inibire l'attività delle MAO, monoaminossidasi coinvolte nella degradazione di differenti neurotrasmettitori come la serotonina e la dopamina. Le carenze di questi neurotrasmettitori sarebbero coinvolte nella patogenesi di differenti disturbi  psichiatrici.
    Tuttavia mancano ancora evidenze significative che dimostrino la capacità dell'ipericina di attraversare la barriera ematoencefalica e raggiungere il sistema nervoso centrale, dove esplicherebbe tale attività MAO-inibitrice.
    Per questo motivo si ritiene che oltre al suddetto meccanismo d'azione, ve ne possano essere altri collaterali coinvolti nella regolazione del tono dell'umore.
  • Attività antinfiammatoria. La somministrazione di iperico si è rivelata efficace nel ridurre le concentrazioni sistemiche di citochine, come l'IL6 e il TNF alfa, generalmente coinvolte nella genesi della risposta infiammatoria.
    La riduzione della concentrazione plasmatica di queste molecole, potrebbe rivelarsi preziosa anche nel controllo di altre manifestazioni patologiche, come le malattie infiammatorie.
  • Attività antivirale. Sempre all'ipericina vengono attribuite potenti attività antivirali nei confronti di differenti virus, tra i quali gli Herpes Virus.
    Con molto ottimismo è stato testato anche l'uso dell'Ipericina nel trattamento delle infezioni da HIV, nelle quali, tuttavia, la riduzione della carica virale non ha sortito effetti clinicamente rilevanti.
  • Attività antibatteriche. Note da sempre le attività antibatteriche dell'Iperico (si ricorda a tal proposito l'applicazione topica di questa pianta su ferite e ustioni), studi in vitro hanno rivelato l'efficacia antibatterica nei confronti di numerosi batteri Gram negativi e Gram positivi, come lo Staphylococcus aureus, lo Streptococcus mutans, il Proteus vulgaris, l'E.Coli e Pseudomonas aeuriginosa.
  • Attività antiossidanti. Seppur non ancora del tutto caratterizzate, soprattutto dal punto di vista clinico, recenti evidenze stanno focalizzando la propria attenzione sull'attività antiossidante di questi estratti.
    Al momento l'attività di scavanger e quella citoprotettiva sembrerebbero quelle di maggior rilievo, riducendo sensibilmente il danno indotto dalle specie reattive dell'ossigeno.

Rimangono invece da chiarire altre potenzialità per le quali invece esisterebbero solamente evidenze legate all'uso “tradizionale”.

Sicurezza d'impiego

Nonostante non vi siano dati particolarmente rilevanti dal punto di vista clinico, l'uso dell'Iperico si è rivelato ben tollerato e privo di effetti collaterali degni di nota.
Sovradosaggi si sono generalmente accompagnati a disturbi gastrointestinali transitori, come nausea, diarrea, vomito e crampi addominali, oltre a stanchezza e nervosismo.
Resta invece ancora da caratterizzare l'effetto fotosensibilizzante osservato negli animali erbivori nutriti con grandi quantità di questa pianta.

L'uso dell'Iperico risulterebbe inoltre controindicato nei pazienti sottoposti a terapia farmacologica, nelle gestanti e nelle nutrici per l'assenza di studi a riguardo

Bibliografia

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