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Prurito

Introduzione

Da sempre il prurito ha rappresentato una manifestazione dermatologica biologicamente ed evolutivamente importante.
Un po' come ancora presente negli animali,  il prurito consentiva ai nostri predecessori di allontanare eventuali agenti patogeni e parassiti dalla superficie del corpo, riducendo così il rischio di infezioni e parassitosi allora letali.
Con il passare dei secoli tuttavia il prurito ha in parte perso le proprie finalità evolutive, rappresentando per lo più un segno, talvolta precoce, di manifestazioni patologiche piuttosto che una reazione di allarme verso composti potenzialmente irritanti e tossici per l'organismo umano.
Distinguendosi dal dolore e dal solletico principalmente per la differente intensità dello stimolo, il prurito è una delle più frequenti manifestazioni cutanee che quotidianamente colpisce sempre più persone, raggiungendo un incidenza del 20% nell'intera popolazione.

Cause e classificazione

Nonostante i meccanismi di base del prurito, soprattutto quelli molecolari e nervosi, non siano stati ancora del tutto chiariti, alla base di questa manifestazione dermatologica vi sarebbe comunque l'attivazione di specifiche fibre nervose, in parte coinvolte anche nella genesi e nella trasmissione della sensazione dolorifica.
La diretta partecipazione del sistema nervoso centrale nelle aree talamo-corticali sarebbe inoltre ampiamente dimostrata da tutti quegli eventi morbosi di natura neurologica, come gli ictus, evidentemente associati alla genesi della manifestazione pruriginosa.
Sovrapponendosi quindi in termini anatomici alla sensazione dolorifica, il prurito si distinguerebbe da questa, oltre che per le caratteristiche macroscopiche e terapeutiche, anche per la differente intensità di stimoli, per la presenza di specifiche fibre nervose, per la presenza di particolari sinapsi nervose nonché probabilmente per una differente biochimica.
Sono ormai numerose le evidenze che sottolineano la non unicità dell'istamina nella genesi della manifestazione pruriginosa, abbinando a questa anche differenti chinine come la Prostaglandina E2, piuttosto che varie citochine e fattori proteici ed ormonali.
L'origine della manifestazione pruriginosa invece può essere diversa e sostenuta da differenti fattori scatenanti.
Tra questi sicuramente andrebbero ricordati :

  • i fattori chimico-fisici, in grado di espletare un'azione irritante sulla superficie cutanea attivando così le fibre nervose delle giunzione dermoepidermica;
  • gli allergeni, sia cutanei che sistemici, in grado di indurre la degranulazione mastocitaria ed il conseguente incremento di amine vasoattive;
  • le patologie sistemiche come colestasi, uremia, neoplasie, diabete, gotta etc.
  • le patologie dermatologiche, e in particolare la dermatite atopica.

Talvolta tuttavia non è possibile individuare con certezza una causa o un fattore scatenante, definendo quindi in questo caso il prurito come prurito idiopatico.

Le manifestazioni cliniche

Le manifestazioni cliniche del prurito risulteranno evidentemente associate all'intensità dello stesso, all'area di manifestazione ed agli esiti del grattamento.
In questo caso quindi tra i principali esiti del prurito sarà possibile ritrovare :

  • arrossamento dell'area;
  • piccole lesioni;
  • modeste manifestazioni erosive;
  • talvolta sanguinamento;
  • piccole escoriazioni;
  • lesioni papulo-vescicolose;
  • lesioni crostose.

Tutti i suddetti segni potrebbero essere evidentemente complicati dalla sovrapposizione di infezioni batteriche, nonché essere direttamente responsabili di un grave peggioramento della qualità di vita del paziente.
Le aree colpite potranno essere differenti ,tuttavia con localizzazione più frequente su petto, braccia, cosce e spalle.
La gravità e l'entità della manifestazione pruriginosa potrebbe essere valutata dal paziente secondo differenti scale.
Quella più comunemente utilizzata è la scala visiva analogica che consente al paziente di inserire su una scala da 0 a 10, dove 0 è nessun prurito e 10 peggior prurito immaginabile, una linea in corrispondenza della propria percezione pruriginosa.
A questa si aggiungono anche altre scale, generalmente su 5 gradi, utili al clinico per comprendere l'intensità dello stimolo pruriginoso e instaurare l'appropriata terapia.

Bibliografia

  • Manuale di dermatologia medica
    Di Fabbri P, Gelmetti C., Leigheb G.
  • Compendio di dermatologia
    Di Giorgio Salvadè


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