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Prevenzione e Trattamento delle Macchie Cutanee

Introduzione

Nonostante, nella maggior parte dei casi, le iperpigmentazioni cutanee legate all'esposizione ai raggi UV abbiano un decorso clinico favorevole, la particolare localizzazione delle stesse spinge molti pazienti a ricorrere all'ausilio del medico per porre opportuno rimedio.
L'avanzamento delle tecnologie mediche e della ricerca scientifica, soprattutto in ambito cosmetologico, ha consentito lo sviluppo di vari protocolli, caratterizzati da invasività ed efficacia diverse, che consentono un'elevatissima personalizzazione nel trattamento.
Qui di seguito verranno elencati i principali metodi preventivi e terapeutici.

La prevenzione

Come per ogni settore della medicina, anche nella cosmetologia medica e dermatologica la prevenzione rappresenta sicuramente una tappa obbligata.
Lo studio dell'etiopatogenesi di queste lesioni ha permesso di identificare con estrema chiarezza i meccanismi molecolari e le principali cause dell'iperpigmentazione legata al photoaging.
Pertanto, al fine di evitare l'insorgenza di tali lesioni, sarebbe opportuno:

I rimedi

Qualora i principali metodi di prevenzione fallissero nel proteggere la cute dalle discromie e dalle iperpigmentazioni tipiche del photoaging, il paziente, grazie all'ausilio del medico dermatologo, può ricorrere a protocolli terapeutici differenti.
A tal proposito, classici esempi sono rappresentati da:

  • creme depigmentati: prodotti cosmetologici in grado di schiarire con elevata precisione la regione direttamente trattata.
    La loro efficacia è stata dimostrata da differenti studi e da una notevole pratica clinica; tuttavia, un'errata applicazione potrebbe determinare l'ipocromia delle regioni immediatamente limitrofe all'area trattata.
    Classicamente, l'idrochinone è il principio attivo più utilizzato in questi casi.
  • Peeling: tecnica ampiamente utilizzata in ambito dermatologico, in grado di determinare la distruzione controllata di una parte o dell'intera epidermide.
    A seconda dell'invasività e della profondità d'azione, viene classicamente suddiviso in peeling molto superficiale, superficiale, medio e profondo.
    La modulazione d'intervento è evidentemente associata al composto chimico utilizzato, mentre i risultati sono visibili già dopo la prima seduta ambulatoriale.
    Chiaramente, la zona trattata potrebbe andare in contro ad eritema superficiale, che comunque regredisce spontaneamente in pochi giorni.
  • Crioterapia: tecnica oggi meno utilizzata in ambito dermatologico ed antiaging rispetto al passato. L'applicazione di azoto liquido, direttamente sulla regione ipercromica, provoca il distacco degli stati superficiali dell'epidermide dai sottostanti, determinando così in pochi giorni anche l'eliminazione della lentigo o dell'area interessata da cheratosi attinica o solare.
    Anche in questo caso, l'invasività della tecnica determina la comparsa di eritema ed edema, che tuttavia tendono a esaurirsi in pochi giorni.
  • Luce pulsata: tecnica utilizzata per lo più nel trattamento delle macchie superficiali e poco profonde. L'uso di questo fascio luminoso stimolerebbe la produzione di collagene da un lato ed accelererebbe il turn-over cellulare dall'altro, determinando così un ringiovanimento dell'epidermide e la perdita della macchia solare.
    La tecnica è poco invasiva, non richiede anestesia e i potenziali effetti collaterali locali si esauriscono in poche ore.
  • Laser terapia: tecnica di più recente introduzione che, attraverso specifici raggi laser (Co2 o Q switched ad esempio), è in grado di intervenire con estrema precisione sulla regione interessata dall'iperpigmentazione, risparmiando il tessuto circostante.
    I risultati sono immediati, solitamente visibili già nella prima seduta (che è svolta ambulatorialmente, in alcuni casi con l'applicazione di un'anestesia locale).

Possibili effetti collaterali

L'invasività della tecnica utilizzata risulta chiaramente determinante nell'eventuale comparsa di successive complicanze.
Tuttavia, la bassa invasività delle procedure elencate solitamente non determina reazioni avverse particolarmente rilevanti.
Nella maggior parte dei casi, l'area trattata potrebbe essere interessata da un processo infiammatorio locale, caratterizzato da eritema e talvolta edema.
Tuttavia, queste complicanze regrediscono spontaneamente in pochi giorni dal trattamento.
In quasi tutti i casi, invece, viene solitamente  raccomandato di evitare l'esposizione dell'area trattata alla luce solare e ai raggi UV, data l'azione fotosensibilizzante temporanea di queste procedure.

Bibliografia


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