Peptidi Bioattivi per una Pelle Sana e Giovane
Introduzione
I peptidi bioattivi sono piccoli peptidi, in genere costituiti da 2-50 aminoacidi, derivati per lo più dalla digestione enzimatica di proteine della matrice extracellulare, come il collagene, l'elastina e la fibronectina.
La caratterizzazione funzionale e chimico-fisica di questi elementi ha consentito di comprenderne al meglio le potenziali funzioni biologiche e soprattutto di riprodurli adeguatamente in laboratorio.
Classicamente, i peptidi bioattivi si sono rivelati utili nel:
- modulare l'espressione di proteine della matrice extracellulare cutanea, come il collagene, l'elastina e la melanina;
- esercitare un'azione protettiva nei confronti di microrganismi patogeni;
- modulare l'attività del sistema immunitario, controllando l'eventuale sviluppo di reazioni autoimmuni ed altri disordini dermatologici come la rosacea, la dermatite atopica e la psoriasi.
Modalità di somministrazione dei peptidi bioattivi
Al momento, la principale via di somministrazione dei peptidi bioattivi rimane sicuramente quella topica, l'unica in grado di preservarne sequenza e struttura.
Tuttavia, trattandosi per natura di molecole idrofiliche, l'attraversamento del film lipidico cutaneo risulterebbe garantito unicamente dalla coniugazione con sostanze grasse, in grado di migliorarne la permeabilità a livello dell'epidermide e del derma.
Proprio lo studio delle proprietà farmacocinetiche sta impegnando i massimi esperti del settore farmaceutico e cosmetologico, con l'intento di ottenere un prodotto che garantisca il rilascio “integro” di tali peptidi direttamente nel derma e nell'epidermide.
Le suddette necessità giustificherebbero anche l'inefficacia dell'utilizzo dei peptidi bioattivi per via orale, in quanto sarebbero soggetti a degradazione digestiva nei singoli aminoacidi, quindi privati di quel rapporto struttura-funzione fondamentale per il mantenimento della salute cutanea.
Principali applicazioni dei peptidi bioattivi
Come accennato, i peptidi bioattivi vengono utilizzati con successo in ambito dermatologico e cosmetologico per salvaguardare la salute della pelle.
Un numero crescente di studi sta cercando di caratterizzare al meglio l'attività molecolare di tali peptidi, che probabilmente giustificherebbe anche la necessità di preservarne inalterata sequenza e struttura.
Da tali evidenze, attualmente per lo più sperimentali, emerge la capacità dei peptidi bioattivi di:
- stimolare la produzione di melanina, garantendo un'azione foto protettiva. E' noto infatti come l'esposizione alle radiazioni ultraviolette risulti responsabile di un precoce invecchiamento cutaneo, evidenziabile anche con la comparsa di inestetismi cutanei come lentiggini, macchie solari, rughe e solchi.
Alcuni peptidi sembrerebbero in grado di stimolare la produzione di melanina, pigmento efficace nel proteggere le cellule dall'azione lesiva dei raggi ultravioletti, agendo come fattore simil-ormonale ed attivando specifici recettori.
La capacità di queste molecole di controllare l'espressione di melanina, risulterebbe utile anche nel controllare le classiche discromie che si osservano nel fotoinvecchiamento. - Proteggere la cute dall'invecchiamento cutaneo precoce. Studi dimostrano infatti come i residui finali del pro-collagene I, proteina presente normalmente nella pelle, possano indurre la sintesi di altro collagene stimolando l'attività dei fibroblasti.
Inoltre, in un recente trial clinico gli stessi peptidi si sarebbero rivelati utili anche nell'indurre la sintesi di acido ialuronico e fibronectina, preservando così le caratteristiche strutturali della pelle come lucentezza, idratazione e turgidità. - Facilitare la guarigione delle ferite. Attività determinata sia dall'azione antimicrobica di questi peptidi bioattivi, utile nell'evitare possibili complicanze infettive, sia dalla capacità di modulare i processi infiammatori-riparatori, efficaci nel facilitare il processo di deposizione di collagene e di riepitelizzazione.
Contestualmente, gli stessi peptidi potrebbero esercitare una modesta attività antiossidante, proteggendo così le strutture cutanee dall'azione lesiva delle specie reattive dell'ossigeno.
Considerazioni
Nonostante le evidenze scientifiche, soprattutto quelle cliniche, risultino al momento modeste, l'uso dei peptidi bioattivi in ambito cosmetologico sta assumendo una rilevanza sempre maggiore.
La relativa semplicità di utilizzo, l'assenza di effetti collaterali clinicamente rilevanti, nonché le enormi potenzialità anti-aging, farebbero dei peptidi bioattivi degli ottimi alleati per il mantenimento di una pelle sana e giovane.
Ulteriori studi saranno necessari per ottimizzare le proprietà farmacocinetiche degli stessi peptidi, rendendo via via più efficace l'utilizzo di questi elementi anche in ambito dermatologico.
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