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Cacao in Medicina Antiaging

Introduzione

Risale ad oltre 3.000 anni fa, alle affascinanti civiltà azteca e maya, l'utilizzo del cacao per scopi alimentari e medicinali.
E' noto infatti come il cacao presenti nei suoi semi una vasta gamma di principi attivi benefici, la cui presenza tuttavia è severamente minata da vari processi industriali di torrefazione, fermentazione ed essiccazione.
Nonostante ciò, le fave di cacao tostate preservano ancora numerosi principi attivi tra i quali flavonoidi, teobromina e minerali, come il magnesio, preziosi per la funzione di differenti organi ed apparati.
Per questo motivo numerosi studi hanno ben documentato gli effetti biologici di queste sostanze per la salute umana, attribuendo al cacao preziose attività terapeutiche e preventive.

Studi epidemiologici, infatti, dimostrano come il consumo di cacao, possa:

  • Ridurre incidenza e gravità di varie malattie cardiovascolari;
  • Ridurre l'entità dei processi infiammatori in atto, garantendo un controllo diretto sull'espressione di vari mediatori della flogosi;
  • Proteggere strutture cellulari ed extracellulari dagli effetti lesivi dei radicali liberi dell'ossigeno;
  • Ridurre il rischio di diabete, migliorando il normale signalling insulinico.

Per i suddetti motivi, è diventato prezioso caratterizzare le sostanze chimiche presenti nel Cacao ed indentificarne i diversi meccanismi biologici.

I principi attivi del Cacao

L'ampia diffusione del Cacao nella comune alimentazione umana non è stata adeguatamente correlata ad una corretta informazione relativa alle potenzialità terapeutiche della stessa pianta.
Fortunatamente diversi studi hanno estratto e identificato i numerosissimi principi attivi presenti nel Cacao, fornendo così una solida base sulla quale ipotizzare e verificare le reali attività biologiche dell'alimento.
In quest'ottica quindi sono stati indentificati:

  • I Flavonoidi e più precisamente i flavanoli. Degli oltre 8000 flavonoidi attualmente noti, ben 4000 sono già stati identificati, e di questi la famiglia dei flavan-3-oli come le catechine, è riscontrabile ad alte concentrazioni nel cacao.
    In quantità minore invece risulterebbero presenti anche le gallocatechine, le epigallocatechine e le proantocianidine.
    Le stesse giustificherebbero il sapore amaro del cacao, oltre che chiaramente alcune delle numerosissime attività biologiche.
  • Metilxantine, in particolare la Teobromina. Nel cacao sono state identificate metilxantine come la Caffeina e la Teobromina, appartenenti al gruppo degli alcaloidi purinici e pertanto dotate di ottima biodisponibilità.
    Alla presenza di Teobromina sono state inoltre correlate alcune attività biologiche caratteristiche del cioccolato, come quelle ipolipidemizzanti, mioprotettive, cardioprotettive, antiossidanti, neuroprotettive e fotoprotettive.
  • Minerali. La fava di cacao è una fonte ricchissima di minerali preziosi per la salute umana, come il magnesio, il rame, il potassio ed il ferro.
    Tra tutti, le concentrazioni più rilevanti sono quelle del magnesio, il quale dona al cioccolato proprietà ipotensive, antiaritmiche, insulino-sensibilizzanti e spasmolitiche.
    Assieme al magnesio, anche il rame si è rivelato prezioso nell'ottimizzare il flusso glucidico, il trasporto del ferro, la crescita infantile e lo sviluppo del sistema nervoso centrale.

Il cacao in medicina antiaging

Com'è noto, il processo di invecchiamento è un fenomeno in parte fisiologico, legato alla normale senescenza cellulare, e in parte accelerato da vari fattori tra i quali su tutti il danno ossidativo.
L'elevata concentrazione di radicali liberi dell'ossigeno, infatti, costituisce il principale protagonista dell'invecchiamento cellulare, danneggiando cronicamente membrane plasmatiche, proteine strutturali, proteine funzionali e acidi nucleici.
Questo lento e progressivo deterioramento della funzionalità cellulare, porta evidentemente ad un declino delle normali attività biologiche degli apparati coinvolti, minando pertanto l'omeostasi organica.
L'apparato gastro-enterico, quello cardiovascolare, quello nervoso e quello immunitario, rappresentano sicuramente i principali target dei ROS.
Oltre al ruolo diretto di queste specie reattive dell'ossigeno nei processi di invecchiamento cellulare, recenti evidenze avrebbero definito come co-protagonista anche la persistenza di un processo infiammatorio di basso grado, sostenuto dalla presenza di specifiche citochine.
Infatti la persistenza di eventi flogistici, anche di basso grado, potrebbe contribuire al deterioramento della funzionalità cellulare e tessutale.
In questo contesto, biologicamente complesso, si pone il cacao con i suoi principi attivi. Infatti la possibilità di:

  • Controllare l'attivazione di enzimi, noti come ciclossigenasi e lipossigenasi, coinvolti nello sviluppo di mediatori infiammatori;
  • Inibire l'espressione di geni coinvolti nella produzione di citochine pro-infiammatorie;
  • Aumentare l'espressione di molecole antiossidanti;
  • Intervenire direttamente come scavanger dei radicali liberi dell'ossigeno;
  • Prevenire la formazione di complessi aberranti tra proteine strutturali e ROS;
  • Proteggere il genoma cellulare dall'azione mutagena dei ROS,

farebbe del cacao, un prezioso alleato nella lotta all'aging.
Alle suddette proprietà si aggiungerebbero tutte le attività metaboliche del cacao, atte a preservare la funzionalità di differenti organi e sistemi, come quello nervoso e cardiovascolare.

Bibliografia

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