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Piperina negli Integratori

Introduzione

La Piperina è il principale costituente bioattivo dell'oleoresina del pepe nero, a cui dona, assieme ad altri alcaloidi, il classico sapore piccante.
Isolata ed estratta a partire da differenti cultivars di pepe, tra le quali per l'appunto il Piper Nigrum, la Piperina assume una classica struttura a cristalli di colore giallo, insolubile in acqua fredda e adeguatamente solubile in alcol.
Il tradizionale uso del Pepe, spezia per l'appunto ricca in Piperina, oltre che per le spiccate doti organolettiche, è stato sostenuto anche dalle caratteristiche proprietà digestive ed antinfiammatorie.
Questi  tradizionali utilizzi hanno spinto i ricercatori a caratterizzare le proprietà biologiche della Piperina, nonché a ricercarne possibili applicazioni cliniche.

L'attività biologica della Piperina

Dai numerosi studi effettuati negli anni addietro, e da quelli ancora in corso, sono emerse numerose attività e potenzialità biologiche legate all'uso di Piperina.
Più precisamente, a questo alcaloide vengono attribuite:

  • attività antiossidanti. Numerosissimi sono i lavori nei quali si è osservata una riduzione dei radicali liberi dell'ossigeno, nonché una netta riduzione dose-dipendente dei marcatori di danno ossidativo, dopo l'utilizzo della Piperina.
    Ulteriori studi hanno inoltre dimostrato come l'uso di Piperina possa aumentare sensibilmente le concentrazioni ematiche e tessutali di enzimi antiossidanti, come il Glutatione, offrendo pertanto un valido rimedio allo stress ossidativo e ai relativi danni.
    Tale attività sia sperimentalmente che clinicamente si sarebbe rivelata utile in differenti casi di patologie neurodegenerative e disfunzioni metaboliche stress-correlate.
  • Attività antinfiammatoria. Recenti evidenze suggeriscono la capacità della Piperina di inibire l'espressione di citochine e mediatori infiammatori. Questa attività si sarebbe rivelata utile soprattutto in corso di patologie metaboliche come l'obesità, nelle quali l'infiammazione cronica, anche se di basso grado, rappresenterebbe un serio fattore di rischio.
    Allo stesso tempo la Piperina si sarebbe rivelata utile nell'ottimizzare l'ossidazione degli acidi grassi liberi, permettendo da un lato quindi di smaltire più efficientemente i lipidi e dall'altro di ridurre potenziali fattori di rischio cardiovascolari.
  • Attività fotoprotettiva. Recenti evidenze hanno dimostrato come l'uso sia topico che orale di Piperina possa stimolare l'attività biologica dei Melanociti, determinando cambiamenti conformazionali degli stessi nonché un incremento sensibile della produzione di melanina.
    L'aumentata produzione di questo pigmento, potrebbe quindi proteggere la cute e le strutture sottostanti dall'azione lesiva delle radiazioni ultraviolette.
  • Attività gastroenteriche. E' noto tradizionalmente come il pepe possa contribuire al normale svolgimento dei processi digestivi.
    In questo senso differenti lavori dimostrano come la Piperina possa aumentare la secrezione gastrica in maniera dose-dipendente ed aumentare contestualmente i tempi di svuotamento gastrico.
    Questa duplice azione garantirebbe quindi, in assenza di patologie, un miglioramento delle proprietà digestive.
    Contestualmente altri lavori hanno dimostrato l'efficacia della Piperina nel ridurre i livelli di lipoperossidazione lipidica degli enterociti, cellule della mucosa intestinale, salvaguardando pertanto l'integrità anatomo-funzionale di questa struttura.
  • Attività antipertensiva. Studi in vitro hanno dimostrato come la Piperina possa determinare un'azione anti-ipertensiva inibendo i canali al Calcio espressi sulla muscolatura liscia vascolare, e riducendo pertanto l'ipertono vascolare.
  • Attività spasmolitica. La capacità di inibire questi canali si sarebbe rivelata utile anche per la muscolatura liscia intestinale, riducendo così il classico dolore addominale ricorrente in caso di menorragia.
    Studi condotti su donne affette da sindrome pre-mestruale e menoraggia hanno infatti rivelato l'utilità della Piperina nel ridurre l'intensità dei dolori mestruali.
  • Attività neuroprotettiva. Come accennato, l'importante attività antiossidante da un lato e l'azione neurotrofica dall'altro, renderebbero la Piperina un ottimo alleato naturale nella lotta contro le patologie neurodegenerative.
    Primi studi hanno chiarito l'utilità di questo alcaloide in simili contesti, registrando un sensibile decremento delle concentrazioni di marcatori di danno ossidativo e neurologico in modelli sperimentali e in pazienti opportunamente trattati.
  • Attività antimicrobica. La Piperina, ma soprattutto l'olio di Pepper Nigrum nel suo complesso, si sono dimostrati efficaci nel ridurre in vitro la proliferazione di numerosi batteri, sia Gram positivi che Gram negativi.
    Tale attività, combinata con le precedenti, potrebbe risultare particolarmente preziosa nel proteggere il tratto gastro-enterico dall'azione patogena di numerosi microrganismi, riducendo pertanto il rischio di eventuali complicanze infettive.
  • Attività immunomodulatoria. Recenti evidenze, ancora sperimentali, hanno dimostrato come la Piperina possa risultare utile nel controllare l'attivazione del sistema immunitario, riducendo la proliferazione di cloni autoreattivi e sostenendo al contempo l'attività protettiva di base.
  • Attività antimutagena. Diversi lavori, per lo più sperimentali, stanno valutando la reale attività molecolare dalla Piperina, studiandone la capacità di regolare l'espressione di geni coinvolti nell'attivazione del meccanismo apoptotico, nella regolazione dell'attività differenziativa e nel controllo della proliferazione cellulare.
    I primi risultati sembrerebbero interessanti soprattutto nei confronti di specifiche patologie oncologiche.

Le suddette attività, molte delle quali evinte da studi sperimentali, dovrebbero supportare nel prossimo futuro trial clinici degni di nota in grado di chiarire l'efficacia clinica della Piperina.
Il passaggio dal meccanismo molecolare all'effetto terapeutico risulterebbe una tappa dovuta e necessaria a chiarire le reali potenzialità di questo alcaloide.

L'attività della Piperina sugli altri principi attivi

Oltre alle numerose potenzialità precedentemente elencate, alla Piperina si deve anche un importante attività coadiuvante sull'assorbimento e la biodisponibilità di altri principi attivi.
In questo senso, infatti, la Piperina viene utilizzata come adiuvante per ottimizzare le proprietà farmacocinetiche di altri principi attivi.
L'attività della Piperina in questo contesto potrebbe:

  • migliorare il trofismo degli enterociti, ottimizzando l'assorbimento intestinale;
  • allungare la superficie dei villi intestinali, incrementando così l'area assorbente il principio attivo;
  • inibire l'espressione di proteine coinvolte nell'efflusso di principi attivi dalla cellula all'ambiente extracellulare (importante meccanismo di resistenza messo in atto dalla cellula cancerogena nei confronti della terapia farmacologica);
  • inibire i sistemi enzimatici citocromiali, aumentando così la biodisponibilità del principio attivo.

Queste caratteristiche farmacocinetiche se da un lato potrebbero rappresentare un valore aggiunto, dall'altro potrebbero compromettere le normali proprietà cinetiche e dinamiche di eventuali farmaci assunti contemporaneamente.
Per questo motivo si raccomanda di consultare il medico prima di intraprendere l'uso di Piperina o integratori contenenti questo alcaloide.

Controindicazioni

L'uso di Piperina e di integratori contenenti Piperina risulterebbe controindicato in pazienti allergici al principio attivo o alla pianta, in pazienti in multi farmaco-terapia e in pazienti affetti da patologie gastro-enteriche da ipercloridia.
In ogni caso sarebbe preferibile consultare il medico, prima di assumere integratori a base di Piperina, qualora vi fosse contestualmente la presenza di qualsiasi patologia piuttosto che di eventuali terapie farmacologiche in atto.
L'uso di Piperina è controindicato, per l'assenza di studi, durante la gravidanza e l'allattamento.

Bibliografia

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