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Retinoidi contro l'invecchiamento cutaneo

I retinoidi sono derivati naturali o sintetici della vitamina A, che si ritrovano comunemente sia in farmaci che in cosmeceutici. I retinoidi cosmeceutici per il trattamento topico includono retinolo, esteri retinilici, retinaldeide, e oxoretinoidi.

La vitamina A non può essere sintetizzata dal corpo umano, ma dev'essere ottenuta attraverso mezzi alimentari. L'ingestione di vitamina A dipende dalla presenza dei retinoidi (origine animale) e dei carotenoidi (fonti vegetali). L'acido retinoico (RA) è stato ampiamente studiato come rimedio a fotoinvecchiamento, acne e a numerosi altri disturbi dermatologici; tuttavia in alcuni pazienti ha un uso limitato poiché può risultare irritante. Retinolo (ROL) e retinaldeide (RAL) sono le alternative più efficaci all'acido retinoico (RA) proposte dalle industrie cosmetiche.

I retinoidi sono molecole lipofile che riescono a penetrare nella pelle, e qui il ROL viene ossidato in RAL, che a sua volta si ossida in RA, ovvero la forma biologicamente attiva della vitamina A che da l'effetto farmaceutico. La maggior parte del retinolo viene convertita in retinile estere, la sua forma di stoccaggio. Sono state effettuate delle variazioni chimiche sulle molecole di base che hanno portato alla nascita di tre generazioni di retinoidi topici e sistemici: i nonaromatici (retinolo, tretinoina e isotretinoina), i monoaromatici (etretinato e acitretina), ed i poliaromatici (arotinoid, adapalene e tazarotene). Uno studio, per dimostrare l'assorbimento pericutaneo di ROL e RAL (retinolo e retinaldeide), ha misurato in vivo i livelli dell'enzima CP450-RAH, che è indotto nella pelle dalla presenza di RA. Dopo 48h di trattamento i risultati mostrano un aumento dell'attività dell'enzima che però non è lineare, infatti a dosi maggiori la risposta resta quasi invariata. Quindi sembra che la dose soglia per un'adeguata permeazione pericutanea e metabolismo di ROL e RAL sia pari allo 0,025%. Un altro studio in vitro utilizza retinolo e retinaldeide radiomarcati applicati a biopsie cutanee e terreni di cultura di fibroblasti. I metaboliti sono stati identificati con HPLC dopo 24h di incubazione, ed i risultati hanno dimostrato le loro capacità di assorbimento. Il meccanismo d'azione e l'effetto clinico di ROL e RAL si ritiene sia lo stesso dell'acido retinoico. Questo trattamento è utilizzato per ridurre l'iperpigmentazione in quanto il turnover cellulare epidermico aumenta, diminuendo così il tempo di contatto tra cheratinociti e melanociti. In questo modo vi è una rapida perdita di pigmenti. La terapia con acido retinoico riduce anche le linee sottili e le rughe, stimolando la sintesi di GAG (che si legano all'acqua, aumentando così l'idratazione e lo spessore epidermico) e, attraverso l'incremento del TGF-β, la sintesi di collagene e procollagene. Inoltre, inibisce gli enzimi responsabili della degradazione della EMC (MMPs), prevenendo lo stress ossidativo. Infine. l'applicazione topica di RA riduce la rugosità della pelle modulando l'espressione di geni e promuovendo il turnover cellulare. L'acido retinoico si lega ai recettori dell'acido retinoico (RAR, esistono come tre prodotti genici distinti: alfa, beta e gamma.) che, a sua volta, inducono geni specifici per la differenziazione e proliferazione.

Esistono numerosi studi che riguardano gli effetti dell'acido retinoico; infatti è considerato uno dei composti migliori per trattare i segni ed i sintomi dell'invecchiamento e/o fotoinvecchiamento, tra cui linee sottili, rughe e rugosità, ed iperpigmentazione. Tuttavia non sono riportati molti casi clinici sui retinoidi OTC. Vi è uno studio clinico randomizzato condotto su 36 anziani (età maggiore di 87anni) risiedenti in 2 diverse strutture a cui è stata applicata una lozione di retinolo 0,4% ed il suo veicolo su entrambe le braccia 3 volte la settimana per 24settimane. Alla fine dello studio, attraverso valutazioni con scala semiquantitativa e misurazioni biochimiche della biopsia della pelle, si è potuto notare un incremento nella sintesi di GAG e procollagene I che ha portato a miglioramenti nelle rughe. In generale, i retinoidi sono molto potenti, per cui in genere dosi topiche inferiori all'1% sono in grado di indurre effetti significativi. Per quanto riguarda il retinolo, sembra che la concentrazione utile dovrebbe variare dallo 0,3% all'1%. In uno studio sulla pelle del viso, con retinoidi a basse dosi e controllato con placebo, della durata di 12 settimane, retinolo e retinil proprionato sono risultati entrambi efficaci nel ridurre la comparsa di rughe ed iperpigmentazione. La retinaldeide a dosaggi pari allo 0.05% è risultata essere efficace come agente topico per il trattamento della pelle fotoinvecchiata. Poiché gli effetti cutanei di retinoidi topici, come l'acido trans-retinoico, si verificano giorni dopo l'inizio del trattamento, la riduzione delle linee sottili può apparire in fretta. Per quanto riguarda gli effetti sulla matrice dermica è necessario un arco temporale più lungo, quindi per la riduzione delle rughe profonde sono richieste settimane o mesi.

Lavorare coi retinoidi comporta principalmente 2 problemi. Il primo è la loro tendenza a provocare irritazione cutanea. Per risolvere questo problema si può scegliere tra i vari retinoidi: il retinolo è meglio tollerato dalla pelle rispetto dell'acido trans-retinoico, la retinaldeide ha un potenziale di irritazione minore e il retinil palmitato (esteri di retinolo) è meno irritante ma necessita di un dosaggio più alto per osservare un effetto. L'irritazione può anche essere mitigata controllando il rilascio cutaneo della formulazione o aggiungendo ingredienti quali agenti antinfiammatori. Il secondo problema è l'instabilità, soprattutto in presenza di ossigeno e di luce. Per aumentare la stabilità dei retinoidi nel prodotto finito, la formulazione ed il confezionamento dovrebbero essere fatti in un ambiente con la minima esposizione alla luce e all'ossigeno. Il pacchetto del prodotto finale dovrebbe essere impermeabile ed opaco. Altre strategie che possono essere utilizzate sono l'incapsulamento dei retinoidi e l'aggiunta di altri antiossidanti stabilizzanti.

In conclusione, i retionidi topici sono una classe molto importante di cosmeceutici per combattere ed invertire i segni dell'invecchiamento. Da un limitato numero di casi emerge che RAL (retinaldeide) è più efficace di ROL (retinolo), ma comunque entrambi diminuiscono le linee sottili e le rughe della pelle. Nella formulazione della crema antietà presa in esame è stato aggiunto come ingrediente funzionale il retinil palmitato che è molto importante per contrastare l'invecchiamento cutaneo. Chimicamente si identifica come una forma del retinolo esterificato con acido palmitico (acido grasso saturo contenuto soprattutto nell'olio di palma). Si presenta sottoforma di liquido liposolubile di colore giallo. Viene assorbito facilmente dalle membrane cellulari e penetra nella pelle, dove viene convertito prima in retinolo, poi in acido retinoico, per svolgere la sua funzione. Il retinil palmitate applicato topicamente sulla cute agisce influenzando la trascrizione del DNA (stimolando l'espressione di enzimi specifici che migliorano lo spessore cutaneo), in modo da diminuire la profondità della ruga. Inoltre favorisce la sintesi di collagene migliorando la struttura della pelle, conferendogli tono ed elasticità e determinando un aumento della proliferazione e differenziazione dei cheratinociti. Quindi si può dire che è un esfoliante con proprietà antiossidanti. Trova impiego in diverse preparazioni cosmetiche (sieri antietà, trattamenti per il contorno occhi, emulsioni antiageing) per il trattamento di pelli secche e squamose, come ingrediente attivo per rallentare l'invecchiamento cellulare. Si utilizza in concentrazioni tra lo 0.1 e l'1%. E' considerato un ingrediente sicuro dal punto di vista tossicologico.

 

Tratto dalla Tesi della Dr.ssa Virginia Conti - Progettazione e sviluppo di un trattamento cosmeceutico antietà per la medicina estetica - Corso di laurea in Scienze e tecnologie dei prodotti erboristici, dietetici e cosmetici. Università di Ferrara. Relatore: Prof. Silvia Vertuani. Correlatore: Prof. Stefano Manfredini

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